<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968</id><updated>2011-12-31T08:31:22.850-08:00</updated><title type='text'>Comitato Studentesco</title><subtitle type='html'>Genova</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>31</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-1697347843920860336</id><published>2009-03-18T12:21:00.000-07:00</published><updated>2009-03-18T12:36:17.089-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pubblichiamo di seguito un Comunicato/Resoconto dei Compagni di Firenze in merito alla presenza fascista dentro e fuori l'Università.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ribadendo la nostra piena solidarietà ai compagni, ribadiamo come il nostro anti - fascismo non possa e non debba che essere di classe.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Non cadiamo nella trappola ideologica di opposizione tra democrazia e fascismo; l'unica alternativa é tra socialismo o barbarie!!!!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Comitato Studentesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;FUORI I FASCISTI DALLA NOSTRA UNIVERSITA’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I FATTI&lt;br /&gt;Mercoledì 11 marzo 2009, nella facoltà di Lettere e Filosofia, abbiamo avuto una dimostrazione tangibile di quale sia lo spirito della nuova “destra di popolo”.&lt;br /&gt;Alle 14 un gruppo di circa sei neofascisti era appostato al cancello della facoltà per volantinare in vista delle elezioni universitarie. Fra di essi spiccava Jacopo Giannoni (candidato di punta di Azione Universitaria) che il giorno prima aveva aggredito deliberatamente una studentessa antifascista in seguito ad un diverbio.&lt;br /&gt;Verso le 14.30, tre di questa cricca manifestano insofferenza per uno striscione antifascista esposto sopra l'ingresso della facoltà, e cercano di staccarlo con un'azione di branco. Due ragazze, che insieme a noi dell'Assemblea Permanente si stavano contrapponendo al loro ingresso nei locali di ex-architettura, sono state gettate a terra, e dopo le prime scuse di circostanza, sono state pesantemente insultate.&lt;br /&gt;Dopo questo episodio, vista la gravità della situazione, si è creato un presidio spontaneo al quale hanno partecipato gran parte degli studenti presenti in Brunelleschi, che ha invitato questi loschi figuri ad andarsene.&lt;br /&gt;Questa contrapposizione è durata circa due ore, nelle quali le istituzioni universitarie hanno mantenuto un atteggiamento di totale indifferenza, legittimando di fatto l'operato di questi fascisti travestiti da democratici.&lt;br /&gt;In tutto ciò la Digos stava in disparte, sapendo già cosa fare, ossia aspettare lo scontro per far piovere denunce sugli studenti antifascisti (parole realmente pronunciate da un funzionario della Digos).&lt;br /&gt;La risposta ferma degli studenti ha fatto sì che questi individui finalmente se ne andassero con consigliere comunale Donzelli al seguito.&lt;br /&gt;Questi non sono studenti come altri, questi sono picchiatori professionisti, che ben in due occasioni (martedì e mercoledì) hanno dimostrato di avere ancora la celtica in fondo al cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COSA E’ AZIONE UNIVERSITARIA?&lt;br /&gt;Azione Universitaria è la sezione universitaria di Alleanza Nazionale. Se già possiamo nutrire forti dubbi – per usare un eufemismo – sulla svolta democratica e antifascista del partito di Fini (viste le politiche razziste e autoritarie dell'attuale governo), per quanto riguarda le sezioni giovanili abbiamo la certezza di quanto questi continuino ad essere esplicitamente dei fascisti.&lt;br /&gt;Se pensate che questa visione sia ideologicamente distorta, una paranoia dei soliti militanti rossi dei collettivi, date un'occhiata ai muri di Firenze, pieni di croci celtiche firmate A.G., ovvero Azione Giovani, i ragazzi di A.N. Basta andare a vedere il sito &lt;a href="http://www.casaggi.org/"&gt;www.casaggi.org&lt;/a&gt; per rendersi conto di quali idee razziste e reazionarie portino avanti, mascherate dietro la falsa retorica patriottica.&lt;br /&gt;Esistono altri e ben peggiori gruppi di estrema destra, come Casa Pound e Forza Nuova, che si richiamano direttamente alla violenza squadrista. Ma attenzione! I “democratici” di A.N. non hanno nessuna difficoltà a chiamare in soccorso questi manipoli di nazi (anche a Lettere mercoledì è accorsa una “democratica” testa rasata con la spilla skinhead sul giubbetto nero).&lt;br /&gt;Finché ci saranno gruppi dichiaratamente razzisti, sessisti, omofobi e autoritari, sarà necessario ribadire e difendere i valori della resistenza. Come vedete l'antifascismo non è roba da nostalgici, ma un qualcosa di assolutamente attuale.&lt;br /&gt;Ci ricordiamo l'omicidio di Dax a Milano e di Nicola a Verona, fresca è la memoria dell'attacco squadrista agli studenti a Piazza Navona. A Firenze non dobbiamo permetterglielo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NESSUNO SPAZIO NESSUN DIRITTO PER I FASCISTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Student* antifascist*&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-1697347843920860336?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/1697347843920860336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=1697347843920860336' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1697347843920860336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1697347843920860336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2009/03/pubblichiamo-di-seguito-un.html' title=''/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-1635039672514226843</id><published>2009-03-02T04:13:00.000-08:00</published><updated>2009-03-02T04:16:40.839-08:00</updated><title type='text'>CONTESTAZIONE ALL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;UN ALTRO ANNO ACCADEMICO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Oggi inaugurano, con tutti i fasti che la situazione richiede, il nuovo anno accademico, nonostante mesi e mesi di dura mobilitazione portata avanti da noi studenti e dai lavoratori dell’Università.&lt;br /&gt;Per certi versi sembra d’assistere alla scena durante l’affondamento del Titanic, dove l’orchestra, incurante della situazione, continuò a suonare, in un contesto terribilmente surreale.&lt;br /&gt;Surreale proprio come questa inaugurazione, dove rettore e baroni si auto - celebreranno attraverso stantii riti che sorprendentemente non ammettono la presenza degli studenti, cioè di quelli che popolano le università!&lt;br /&gt;Non illudetevi però, il baronato riunito alla fin fine non farà come l’orchestra e una scialuppa di salvataggio la troverà di certo, per salvare poltrona e privilegi.&lt;br /&gt;Oggi, tutti riuniti con toga ed ermellino si riempiranno per l’ennesima volta la bocca con paroloni per descrivere un’università che non esiste, un’università che in un nostro precedente volantino avevamo appunto definito virtuale.&lt;br /&gt;Noi purtroppo conosciamo solo quella reale, quella fatta di dequalificazione, stage non pagati, conoscenza misurata in crediti, ideologia spacciata per scienza, quella che costituisce niente di più che un parcheggio per giovani disoccupati, o alla meglio, giovani precari sfruttati.&lt;br /&gt;Mentre la crisi continua ad infuriare ed a pagare sono i lavoratori e studenti, loro si ritraggono nei loro cerimoniali, durante i quali certo non si occuperanno dell’ancora intricata situazione dei 500 e passa precari dell’Università di Genova.&lt;br /&gt;Siamo ben consci, dunque, che il problema non é l’inaugurazione dell’anno accademico e soprattutto come il problema non sia esclusivamente universitario; tuttavia tale evento ci permette di esprimere ulteriormente la nostra posizione contro la mercificazione dell’università ed il suo ulteriore assoggettamento alle logiche del capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308562952703496642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 413px; CURSOR: hand; HEIGHT: 219px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SavN4Sew0cI/AAAAAAAAAKI/rWM441_z3fA/s320/tITANIC.bmp" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Tale evento non deve essere solo una sporadica manifestazione di dissenso, come oasi nel deserto della passività, ma deve essere considerato come ennesima occasione per intervenire politicamente nelle facoltà, non tanto per interrompere una cerimonia ormai senza senso (ammesso che ne abbia mai avuto uno) ma per dimostrare ancora una volta come la nostra forza possa derivare solo dalla nostra organizzazione.&lt;br /&gt;Primo passo é rigettare la delega ad una falsa rappresentanza studentesca, sempre più serva sciocca della dirigenza e del baronato, e non per niente partecipante all’inaugurazione.&lt;br /&gt;I nostri interessi non possiamo che difenderli noi stessi attraverso la nostra organizzazione ed il nostro radicamento nelle facoltà!&lt;br /&gt;Mentre loro inaugurano un altro anno accademico, noi inauguriamo...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;UN ALTRO ANNO DI LOTTA !!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-1635039672514226843?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/1635039672514226843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=1635039672514226843' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1635039672514226843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1635039672514226843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2009/03/contestazione-allinaugurazione-dellanno_02.html' title='CONTESTAZIONE ALL&apos;INAUGURAZIONE DELL&apos;ANNO ACCADEMICO'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SavN4Sew0cI/AAAAAAAAAKI/rWM441_z3fA/s72-c/tITANIC.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-5541252319086652033</id><published>2009-02-26T03:03:00.000-08:00</published><updated>2009-02-26T03:26:59.939-08:00</updated><title type='text'>GELMINI ATTO SECONDO</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Durante la protesta dell’ormai denominata Onda, contro la legge 133 e la riforma Gelmini, l’attenzione è stata posta soprattutto alla trasformazione degli Atenei in fondazioni, ovvero soggetti del diritto privato, controllati da un C.D.A. (consiglio di amministrazione).&lt;br /&gt;Questa rivoluzione non riguarda però solo gli Atenei, bensì anche i Licei e più in generale gli istituti superiori, attraverso il Ddl Aprea, il vero volto nascosto della riforma Gelmini.&lt;br /&gt;I punti principali del suddetto disegno di legge riguardano sia l’ambito lavorativo, sia l’ambito prettamente studentesco:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SCUOLA – AZIENDA&lt;/strong&gt; : i consigli d’istituto sono sostituiti da consigli di amministrazione, dove le imprese potranno fare il loro trionfale ingresso, naturalmente condizionando i programmi d’insegnamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOPPRESSIONE DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE DEL CORPO DOCENTI ALL’ INTERNO DEGLI ISTITUTI&lt;/strong&gt; : al cui posto è istituita una rappresentanza regionale sindacale unitaria d’area…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SUDDIVISIONE DEGLI INSEGNATI IN TRE LIVELLI :&lt;br /&gt;DOCENTE INIZIALE ; DOCENTE ORDINARIO; DOCENTE ESPERTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il passaggio da un livello a quello superiore di docente, sarebbe, immaginiamo in modo più che IMPARZIALE, valutato da una commissione istituita dal Dirigente Scolastico.&lt;br /&gt;Inoltre il livello dell’insegnante, determinerà anche l’importo dello stipendio, creando competizione tra gli stessi lavoratori impedendone di fatto l’organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A vederci bene il Ddl Aprea, ricalca con quasi geometrica precisione la proposta di legge Napoli – Santulli del precedente governo Berlusconi (2005). Probabilmente, vista la larga maggioranza parlamentare di cui gode questo governo, il procedimento questa volta andrà a buon fine (si fa per dire..).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come abbiamo già delineato in precedenti documenti, anche questo disegno di legge, fa parte di una logica di riorganizzazione dell’apparato statale, che tende a eliminare quelli che sono considerati COSTI , quindi a fare cassa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Contemporaneamente vengono destinati MILIARDI al fine di tenere in piedi banche e istituìzioni finanziarie VERI ARTEFICI DELLA CRISI attraverso i loro debiti farlocchi, gli ormai famosi MUTUI SUB PRIME e non solo… &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307065589240028274" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 274px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SaZ8CQ5Z3HI/AAAAAAAAAJw/ZIrYT7TFeSo/s320/Immagine+licei.bmp" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;ORGANIZZIAMOCI NEL COMITATO STUDENTESCO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt 99pt" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;?xml:namespace prefix = v ns = "urn:schemas-microsoft-com:vml" /&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" stroked="f" filled="f" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t"&gt;&lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;&lt;/v:stroke&gt;&lt;v:formulas&gt;&lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;v:f 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/&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-3193189270354109165?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/3193189270354109165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=3193189270354109165' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/3193189270354109165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/3193189270354109165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2009/02/il-capitalismo-e-in-crisi.html' title='IL CAPITALISMO E&apos; IN CRISI'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-9139398717068787609</id><published>2009-02-16T03:21:00.000-08:00</published><updated>2009-02-16T03:33:33.006-08:00</updated><title type='text'>Articolo Repubblica - Bufera sull'Università</title><content type='html'>Segnaliamo a tutti, un articolo della Repubblica sulla gestione per lo meno sospetta del ex Rettore Sandro Pontremoli sul complesso dell'Eridania. Ulteriore dimostrazione di come mentre a noi ci precarizzano e dequalificano ulteriormente, loro fanno affari.&lt;br /&gt;Non illudiamoci che loro siano la soluzione del problema, la soluzione é la lotta, loro sono la causa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;link: &lt;a href="http://genova.repubblica.it/stampa-articolo/1588858"&gt;http://genova.repubblica.it/stampa-articolo/1588858&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Studentesco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-9139398717068787609?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/9139398717068787609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=9139398717068787609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/9139398717068787609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/9139398717068787609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2009/02/articolo-repubblica-bufera.html' title='Articolo Repubblica - Bufera sull&apos;Università'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-8762501383338579540</id><published>2009-02-15T07:38:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T07:49:14.862-08:00</updated><title type='text'>MARCHETTE , STROZZINI E CADAVERI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il derelitto sistema scolastico tra squarci e rattoppi provvisori continua a formare , o forse per meglio dire a sfornare forza lavoro a basso costo e dequalificata .&lt;br /&gt;I mutamenti imposti da questo governo possono sembrare drastici, perlopiù si tratta di ritocchi apparenti ,imperniati su una falsa meritocrazia propugnata dalla èlite baronale.&lt;br /&gt;Provvedimenti, soprattutto per l'università, ricalcanti la logica di istruzione al servizio delle&lt;br /&gt;necessità di mercato; Fondazioni private, cattedre sponsorizzate e tasse elevate non sono altro che un ulteriore passo verso un università di massa che vomita precari a basso costo in feroce competizione l' uno con l' altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Sistema scolastico che si regge sulla precarietà&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;Precarietà economica, tasse esorbitanti ed appiattimento degli scaglioni contributivi danneggeranno tutti, specialmente gli studenti con redditi bassi che si troveranno a pagare cifre molto vicine a quelle degli studenti più agiati, contribuendo per servizi che mai riceveranno.&lt;br /&gt;Per proseguire gli studi molti saranno costretti ad indebitarsi già all'inizio del percorso universitario, puntando quindi sulla possibilità di trovare un buon lavoro per estinguere il&lt;br /&gt;debito, opportunità a conti fatti remota.&lt;br /&gt;A gravare sul fardello scaricato dallo stato sulla schiena di famiglie e studenti si aggiungono gli strozzini dei libri, Professori monopolisti e case editrici senza scrupoli spennano studenti&lt;br /&gt;e famiglie.&lt;br /&gt;Le misure adottate sui testi scolastici nella 133 sono insufficienti e non impediscono che molti professori adottino libri di testo scritti di loro pugno, che guarda caso di sovente devono essere aggiornati .&lt;br /&gt;Precarietà vera e propria degli edifici scolastici, il 42% delle strutture non possiede il certificato di agibilità statica e un ' altra buona metà non ha scale di sicurezza .&lt;br /&gt;Strutture inadeguate mettono a repentaglio la sicurezza degli studenti ,e chi ha pagato con la vita questa negligenza è stato presto dimenticato.&lt;br /&gt;Manutenzione scarsa e fondi misteriosamente scomparsi lasciano molti edifici in condizioni&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303050761898297090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 415px; CURSOR: hand; HEIGHT: 279px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SZg4kjjQBwI/AAAAAAAAAJY/i2IdGVgu_r8/s320/09-01-30_-_CS_Strozzini.bmp" border="0" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rifiuta la precarietà imposta alla tua vita!&lt;br /&gt;Organizzati all'interno della tua scuola o facoltà!&lt;br /&gt;Lotta per cambiare questo sistema che ti mercifica!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-8762501383338579540?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/8762501383338579540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=8762501383338579540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8762501383338579540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8762501383338579540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2009/02/marchette-strozzini-e-cadaveri.html' title='MARCHETTE , STROZZINI E CADAVERI'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SZg4kjjQBwI/AAAAAAAAAJY/i2IdGVgu_r8/s72-c/09-01-30_-_CS_Strozzini.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-3411081456456477286</id><published>2009-01-23T06:17:00.000-08:00</published><updated>2009-01-24T03:16:39.416-08:00</updated><title type='text'>INTERVISTA A GIULIO PALERMO</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pubblichiamo di seguito un'intervista fatta dai compagni del Collettivo SenzaTregua a Giulio Palermo, ricercatore presso l'Università di Brescia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Per motivi di spazio abbiamo dovuto tagliare parte dell' intervista, anche se praticamente concordiamo in toto sulle critiche di Palermo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Comitato studentesco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La riforma Gelmini ha provocato una vera ondata di proteste in tutta Italia. Non sono mancate, a dire il vero, sparute iniziative in difesa del ministro, ma risultano troppo folkloristiche per darne conto. Studenti, insegnanti precari, genitori, docenti di ruolo, personale amministrativo, dirigenti scolastici e rettori hanno dato vita a un’articolata protesta che solamente qualche tentativo di infiltrazione fascista ha cercato di rovinare, peraltro non riuscendovi. C’è un generale accordo sul fatto che, dietro l’espressione “riforma”, si nasconda in realtà una serie indiscriminata di tagli, peraltro in coerenza con quindici anni di riforma di centro-destra e centro-sinistra, per ambedue i quali università e istruzione non erano settori strategici nei quali investire, ma prede da spolpare con una politica di tagli e privatizzazioni. Al di là di questo giudizio condiviso, però, alcuni aspetti della legge 133 hanno faticato a emergere, così come una visione critica di insieme, che analizzasse i danni che la riforma Gelmini si appresta a compiere tanto sulla formazione dei giovani studenti, quanto sul diritto al lavoro di chi vive la scuola e soffre dell’alienazione che essa provoca.&lt;br /&gt;Cercheremo di approfondire alcuni aspetti della riforma Gelmini e della protesta dell’Onda con l’aiuto di Giulio Palermo, ricercatore presso l’Università di Brescia e attento osservatore tanto della riforma universitaria, quanto delle diverse proteste che essa ha generato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La protesta contro la Gelmini afferma: si salvano gli istituti bancari e si finanziano le industrie, ma si taglia nel campo dell’istruzione e della ricerca. E’ una chiave di lettura plausibile o solamente parziale?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I fatti dicono che il problema distributivo esiste ed è grave. Il governo, ma anche le autorità monetarie e le istituzioni internazionali, non prestano certo la stessa attenzione ai problemi del mondo bancario e imprenditoriale e a quelli degli studenti e dei lavoratori. D'altra parte questo è il capitalismo: i lavoratori che perdono il lavoro non sono motivo di crisi. Anzi aiutano a tenere bassi i salari e le rivendicazioni, cose del tutto funzionali al processo di accumulazione capitalistica. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo la chiave di lettura è giusta, ma parziale. La questione distributiva è solo un aspetto del problema. La questione centrale riguarda invece il capitalismo come modo di produzione, prima ancora che come modo di distribuzione. La “necessità” di socializzare le perdite è solo l'altra faccia della medaglia, in periodo di crisi, del principio di privatizzare i guadagni, quando le cose vanno bene. Ma queste “ingiustizie” dal lato della distribuzione hanno la loro radice nello sfruttamento che caratterizza la produzione, tanto nei periodi di espansione quanto in quelli di recessione. Non ha senso combattere le conseguenze distributive del capitalismo senza rimetterne in discussione i principi fondanti, cioè innanzi tutto lo sfruttamento di classe nella sfera produttiva. [..]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in molti dicono di non voler pagare il conto della crisi, credendo che la sfera distributiva sia indipendente da quella produttiva. Ma la verità è che i lavoratori la crisi l'hanno già pagata con l'aumento del tasso di sfruttamento nella produzione, che poi è una delle tendenze storiche del capitalismo, nei periodi di debolezza del movimento dei lavoratori.&lt;br /&gt;In campo universitario, questa linea di critica radicale, non semplicemente antigovernativa, ma più generalmente anticapitalista, porta innanzi tutto a prendere le distanze dal corporativismo dei cattedratici che, mentre prescrivono la mercificazione della società, vorrebbero escludere da questo processo la loro isola felice, chiedendo aiuto alla società, invece di offrire solidarietà al movimento dei lavoratori. Molti collettivi stanno prendendo coscienza della portata sistemica della crisi economica e stanno cercando di costruire una risposta di classe all'offensiva del capitale. Il problema tuttavia è che potere baronale e governo hanno un interesse congiunto a mantenere la protesta universitaria nei convenienti limiti della negoziazione sui tagli alla ricerca senza certo rimettere in discussione il capitalismo e il suo modo di regolazione neoliberista. Questa, in definitiva, è la contraddizione ancora irrisolta che caratterizza la contestazione universitaria.&lt;br /&gt;Ma il problema non riguarda solo i rapporti tra il movimento studentesco e le altre forze universitarie. Tra i collettivi si stanno infatti delineando due tendenze distinte. A prima vista, gli studenti sembrano uniti nel gridare: “La vostra crisi non la pagheremo noi!” Ma mentre una parte del movimento cerca di radicalizzare lo scontro, unendosi alle proteste dei lavoratori e della società civile contro la mercificazione della società, molti collettivi, appoggiati da una parte importante dell'intellighenzia di sinistra, rispondono all'attacco governativo restando fermi alla sfera distributiva, senza accorgersi che questo significa, nella migliore delle ipotesi, salvare se stessi scaricando su altri il prezzo della crisi. Una parte del movimento studentesco finisce così per fare propria la concezione dei cattedratici, che considerano l'università e la ricerca come terreni sacri e intoccabili. Eppure, con tutto il rispetto che ho per la cultura e per la scienza, la mercificazione dell'istruzione e della ricerca restano per me fatti meno gravi rispetto alla mercificazione della salute e della vita umana.&lt;br /&gt;Chiedere il ritiro dei tagli all'istruzione e alla ricerca senza rimettere in discussione la politica di smantellamento dei servizi essenziali e dei diritti fondamentali all'interno della quale si inseriscono i tagli è politicamente ingiusto e strategicamente inefficace. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche ammesso che il movimento universitario riesca ad ottenere la retromarcia del governo in materia di scuola e università, si tratterà comunque di una vittoria di Pirro. Se il prezzo da pagare per salvare oggi l'istruzione e la ricerca è la disintegrazione della solidarietà sociale, la vittoria, anche nel ristretto ambito propriamente universitario, non potrà che essere temporanea. […]&lt;br /&gt;Se solo riuscissimo ad inquadrare la ristrutturazione voluta da Berlusconi e Tremonti in questo disegno generale di assoggettamento della società alle imprese, certe mistificazioni sul ruolo della ricerca e dell'istruzione cadrebbero da sole. Per quanto possa apparire paradossale, però, la mistificazione del dibattito politico sta più dal lato dell'Onda – che vorrebbe difendere l'università attraverso l'autoriforma e l'autoformazione, senza però affrontare la mercificazione della società – che non da quello del governo – che, in modo quanto mai esplicito, vuole mercificare tutto, regalando la società alle banche e alle imprese. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uno degli aspetti più inquietanti della riforma e forse meno approfonditi riguarda il cosiddetto “prestito d’onore” che, oltre a confermare la vocazione di inserire termini finanziari nel mondo dell’istruzione (prestito, crediti, debiti formativi) sembra, a prima vista, un dispositivo attraverso il quale lo studente si indebita per continuare i suoi studi. Un altro passo verso una scuola di classe?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La questione dei prestiti d'onore fa parte delle politiche volte a forzare il tasso di sfruttamento dei lavoratori, scaricando sugli studenti i costi della loro formazione. Come sempre, l'ottica individualista permette di presentare questo provvedimento come utile all'individuo, il quale altrimenti sarebbe costretto a rinunciare ai suoi studi. Dal punto di vista sociale, questo implica però la cancellazione del diritto allo studio, il quale diventa in tutti i sensi un servizio (una merce) che si acquista sul mercato. E se un individuo non ha i soldi per comprare i suoi diritti, che si indebiti! Ma i diritti, in contanti o a credito, comunque si pagano. Questa è la nuova filosofia sociale che governi e forze imprenditoriali difendono in modo chiaro ed esplicito.&lt;br /&gt;Il problema non è dunque terminologico, ma di sostanza.[…]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un modo efficace di scardinare l'essenza stessa del diritto allo studio, poiché un servizio che può essere ottenuto solo dietro pagamento si chiama merce, non diritto. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A diventare più classiste non sono solo la scuola e l'università, ma l'intera società, con una separazione sempre più netta tra gli individui non solo nell'accesso ai posti di lavoro, ma anche nell'accesso ai servizi e nell'esercizio dei diritti. […]&lt;br /&gt;Quando Ruberti introdusse questo innovativo strumento di “diritto allo studio”, la nostra contestazione non riguardava la differenza tra pagamento in contanti e pagamento a credito, ma il fatto che il diritto allo studio veniva mercificato, diventando fruibile solo dietro pagamento. Alla Pantera il mercato non piaceva né a pronti, né a termine. Oggi, invece, si sviluppano critiche di facciata che cercano il problema nel linguaggio aziendalistico, invece che nella realtà che tale linguaggio descrive.&lt;br /&gt;Anche in questo caso, tristemente, a me sembra che la mistificazione stia ormai più dal lato di chi protesta che non da quello di chi comanda. Da tempo una parte importante del movimento studentesco critica la politica universitaria (dai prestiti d'onore ai crediti formativi) su basi puramente formali, senza cogliere la sostanza che nasconde. La critica riguarda sempre più le presunte implicazioni delle riforme sui processi di autoformazione e di appropriazione dei saperi da parte dello studente (di cui personalmente fatico ancora a capire il significato), lasciando in secondo piano quello che a me appare come il vero problema: la mercificazione dell'università e la sua trasformazione in appendice del sistema produttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si parla dell’Onda come della protesta degli studenti, dei professori, al massimo dei genitori. Ma quali sono gli effetti della riforma Gelmini sul personale non docente (bidelli, amministrativi)?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] Con la privatizzazione vera e propria si impongono ora ristrutturazioni in chiave aziendalistica su tutto il personale universitario.&lt;br /&gt;Non solo alcune mansioni dovranno essere ridefinite per adeguarsi alle esigenze dei nuovi soggetti che governano le università, ma anche sul fronte contrattuale si aprono insidiosi percorsi di separazione e competizione tra i lavoratori, sia all'interno di uno stesso ateneo, sia nei rapporti tra diversi atenei. I possibili sviluppi di questo percorso non possono essere delineati con chiarezza finché non si precisa il modo in cui avverrà la trasformazione in fondazioni, ma è significativo che, a differenza di altre ondate di protesta, questa volta il personale tecnico-amministrativo stia sviluppando le proprie iniziative di lotta, in alcuni casi accanto alle altre componenti del movimento, in altri in modo del tutto autonomo. Questa è una novità importante che mostra la coscienza politica di una parte del movimento dei lavoratori che non mi sembra pienamente compresa dalle forze universitarie più attaccate ai discorsi sull'autoformazione e sulla libertà dei saperi. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben diversa è invece l'attenzione degli studenti antagonisti, che insistono sulla ricostruzione di un'opposizione di classe e sulla necessità di ristabilire rapporti solidali col movimento dei lavoratori. Da questo punto di vista, il movimento dei lavoratori tecnici e amministrativi può giocare un ruolo importante di raccordo tra le lotte universitarie e quelle del mondo del lavoro in generale. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A livello universitario, l’Onda chiede un aumento dei dottorati di ricerca, ma non sarebbe il caso di ripensare totalmente tale strumento? Bene hai scritto, infatti, in una lettera sul blog del gruppo Sapere Lavoro: “In questo sistema, le borse di studio e i contratti di assistenza alla didattica e alla ricerca svolgono una duplice funzione: come test di fedeltà del cooptando e come base materiale da cui il cooptatore trae il proprio potere e scarica su altri i propri doveri. Tra cooptatore e cooptando si instaura infatti un accordo implicito ed illecito secondo cui il secondo si accolla mansioni proprie del primo (dai lavori di ricerca alle lezioni frontali in aula), in cambio di borse e contratti (e della promessa di un posto di ruolo)”.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il problema non sono i dottorati di ricerca, che sono momenti di studio, anche se i dottorandi italiani più opportunisti vorrebbero presentarsi come “lavoratori” veri e propri, dipingendosi pure come soggetti sfruttati per le borse che illecitamente portano ai loro referenti. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottorato di ricerca in Italia non è affatto un momento di scontro o di conflitto col potere baronale, ma costituisce semmai il processo nel quale si sviluppano i rapporti accademici utili alla cooptazione. Per molti, poi, è solo un momento di studio che segue la laurea e che, se utilizzato come fine (la crescita scientifica) invece che come mezzo (preparare il terreno per la cooptazione), consente qualche grado di autonomia scientifica in più rispetto agli studi pre-laurea. Il discorso sui Saperi (con la S maiuscola e tassativamente al plurale) sviluppato dall'ala moderata del movimento offre però ai dottorandi militanti il terreno teorico per presentarsi come avamposto della lotta alla precarietà in quello che, secondo la concezione del capitalismo cognitivo, è il centro nevralgico dello scontro sociale: l'università. Di fatto, anche in questo caso, non si va oltre l'autoreferenzialità che porta a rappresentare l'università come la nuova fabbrica dell'era post-fordista e i dottorandi, cioè persone che in molti casi non hanno mai lavorato, come l'avanguardia del nuovo conflitto sociale.&lt;br /&gt;Ovviamente, le generalizzazioni non devono essere forzate oltre misura, perché tra i dottorandi, come tra gli studenti, di gente che conosce bene i call center ce n'è molta. Ma è anche pericoloso coprirsi gli occhi di fronte all'università classista che, come la scuola, i soggetti provenienti dalle classi più umili li butta sul mercato del lavoro il più presto possibile. Anche in questo caso mi sembra che la mistificazione provenga proprio dai soggetti con le parole d'ordine più accattivanti nella lotta alla precarietà, ma dai contenuti politici più vuoti di significato. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È significativo, da questo punto di vista, che anche dall'assemblea nazionale organizzata dai collettivi della Sapienza, non è uscita la richiesta di abolire tutte le posizioni precarie, dagli assegni di ricerca ai corsi in affidamento, bensì quella di riordinare tutte queste figure in un'unica figura lavorativa. I ricercatori precari infatti non vogliono affatto la fine del precariato universitario, di cui si lamentano tanto nelle sedi politiche, perché sanno che questo significherebbe anche la fine della cooptazione, di cui beneficano nelle sedi accademiche. Vogliono invece un semplice riordino del precariato, per rendere meno arbitrario e più preciso il processo di cooptazione. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se, infatti, uno degli obiettivi della protesta consiste nel contrastare la cultura della classe dominante, la cooptazione non è invece un metodo per riproporre tale cultura?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì, avete ragione: il motivo per cui la cooptazione costituisce un problema politico e non semplicemente giuridico è che essa riproduce le idee della classe dominante. Questo tuttavia è un problema sul quale, a mio avviso, il movimento studentesco non ha ancora maturato una propria linea critica. Si tratta infatti di un problema che divide nettamente il movimento a livello politico anche se sul piano formale tutti sembrano condannare la cooptazione. Una parte del movimento, più legata ad una concezione interpretativa e di lotta basata sui rapporti di classe, ha avviato un'analisi critica delle conseguenze di questo meccanismo di reclutamento sulla riproduzione della cultura di classe. Un'altra parte, tuttavia, più attenta ai Saperi che alle classi sociali, non considera affatto la cooptazione come un meccanismo da leggersi in questa chiave conflittuale. […]&lt;br /&gt;La cooptazione è per sua natura una pratica conservatrice, che chiude le porte d’accesso alle forze e alle idee che non sono già rappresentate all’interno del sistema e le spalanca invece a chi sa rendersi utile alle scuole di pensiero più potenti. Questo impone severi meccanismi di selezione durante il processo cooptativo che riproducono sia materialmente, sia culturalmente la classe dominante.&lt;br /&gt;Il problema, da questo punto di vista, non riguarda affatto gli imbrogli attraverso i quali i baroni più potenti sistemano parenti ed amici. Queste sono solo degenerazioni del sistema di cooptazione. Il vero problema riguarda invece il meccanismo di cooptazione nella sua purezza, quando non genera né abusi, né scandali.&lt;br /&gt;Innanzi tutto affinché il processo di cooptazione abbia inizio è necessario un rapporto privilegiato con un docente di ruolo sufficientemente potente, un cosiddetto barone. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta avviato il processo cooptativo, la fase di “precarietà” che precede l’accesso alla cattedra accentua ulteriormente la selezione classista. Materialmente essa presuppone infatti condizioni economiche favorevoli che permettano di restare a galla nella lotta per l’assegnazione di borse e contratti, fase durante la quale l’aspirante universitario si costruisce sufficienti crediti accademici (fatti di lavoro non remunerato) nei confronti del suo referente, escludendo in partenza coloro che non possono permettersi questo scambio intertemporale di favori col potere baronale.&lt;br /&gt;A questi fattori materiali si aggiungono poi fattori di carattere soggettivo che contribuiscono alla riproduzione anche culturale della classe dominante. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vista dall’esterno, la cooptazione è chiaramente un ostacolo all’emancipazione scientifica del cooptando. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto di vista, la questione della meritocrazia, che spesso si intreccia con quella della cooptazione, non ha alcuna rilevanza. Il problema non riguarda infatti l’eventuale incompatibilità dei criteri meritocratici con la pratica cooptativa. I difensori della meritocrazia e della cooptazione sostengono ad esempio che il vero problema riguarda i criteri adottati dai cooptatori, troppo spesso clientelari e solo raramente rispettosi del vero valore scientifico del cooptando. Secondo questa posizione, dunque, la cooptazione non presenta alcun limite intrinseco, a patto che sia opportunamente gestita su basi strettamente meritocratiche. Sta di fatto, tuttavia, che anche i “cooptatori rispettosi della meritocrazia” stabiliscono il merito dei candidati prima di bandire il concorso. La dimostrazione dei meriti scientifici dei loro allievi avviene infatti nella fase di prova, in cui il cooptando, nonostante il precariato e le difficoltà economiche, rimane legato a filo doppio al proprio referente, quale che sia la propensione di quest’ultimo per la meritocrazia o per il nepotismo. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato è che, una volta completato il processo di cooptazione, il nuovo universitario, al di là delle sue origini di classe, ha perso anche gran parte della propria autonomia. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo modo di riproduzione della cultura dominante costituisce un filtro contro ogni forma di devianza o semplicemente di pensiero critico indipendente: nel sistema di cooptazione, le idee senza baroni muoiono, con i loro portatori. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E’ uno slogan ripetuto mille volte, ormai: “Noi la crisi non la paghiamo!” Non c’è il rischio che a pagarla siano altre categorie sociali (migranti, anziani, disoccupati), alle quali togliere diritti e risorse per accontentare gli studenti e zittirli?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lo slogan, per quanto apparentemente progressista e sovversivo, è carico di ambiguità. Noi chi? Noi universitari, che siamo un sottoinsieme privilegiato della società? Noi studenti, futuri lavoratori? Noi lavoratori? Noi disoccupati che il lavoro non ce l'abbiamo più? Noi cittadini? Noi che non siamo nemmeno cittadini? Perché il punto è che salvarsi come studenti per poi pagare il conto come lavoratori, pensionati o semplicemente come cittadini con minori servizi a disposizione non è veramente un modo efficace di contrastare la crisi. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che molti studenti non colgono questo problema poiché non hanno una concezione di classe dei rapporti economici e continuano a vedere disoccupati, lavoratori e pensionati come “altre categorie”, invece che come momenti diversi dell'appartenenza alla classe lavoratrice. […]&lt;br /&gt;Oggi, io credo che il movimento studentesco possa fare un passo avanti nell'elaborazione teorica e nella lotta politica, rifiutando le difese corporative che dividono, invece di unire, i soggetti più esposti al disegno governativo-imprenditoriale. Ma questo significa avere il coraggio di rompere i rapporti col mondo baronale e con i progressisti di facciata, interessati solo a mantenere i loro privilegi, per ricostruire una solidarietà di classe con i soggetti sociali più esposti al dominio delle imprese. Allo stesso tempo, il movimento studentesco dovrebbe fare uno sforzo per uscire da questa condizione quasi-autistica, in cui l'autoriconoscimento studentesco è ricercato solo su basi autoreferenziali (l'autoriforma, l'autoformazione, ...), invece che nella dialettica con le altre forze sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Non vogliamo pagare la vostra crisi”, e va bene, ma se è tutta l’economia reale che non gode di buona salute non sarebbe il caso di riprendere il discorso sui mezzi di produzione e sulle forme di sfruttamento? Parlare, cioè, non solo di “autonomia soggettiva”, ma anche di percorsi collettivi di emancipazione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E' in corso un serrato confronto interno al movimento. Come sempre si intrecciano le esigenze di unitarietà nella lotta e di radicalità nelle istanze. Quello che voi ponete è un problema grande. Da economista, dopo aver studiato per anni le virtù del mercato, sono arrivato alla conclusione, anticipata da Marx qualche secolo fa, che la crisi è strutturale al capitalismo e che la socializzazione dei mezzi di produzione è un modo per sottrarre il governo dell'economia alle forze impersonali del mercato.&lt;br /&gt;Ma, intendiamoci, anche la pianificazione delle multinazionali e il sistema di istituzioni internazionali tentano di governare l'economia, impedendo o almeno attenuando le crisi. La questione della socializzazione dei mezzi di produzione deve perciò essere posta in termini conflittuali, come modo per mettere l'economia al servizio della società, superando il capitalismo, invece che cercando di governarlo: rifiutando l'assoggettamento della società all'economia, invece che cercando la soluzione ai problemi economici nella mercificazione dei rapporti sociali.&lt;br /&gt;Non si tratta dunque di istituire la commissione tecnica che formuli il piano economico nazionale. Si tratta al contrario di valorizzare tutte le iniziative dal basso che vorrebbero indirizzare le risorse verso il soddisfacimento dei bisogni delle persone, invece che verso le esigenze di valorizzazione del capitale.&lt;br /&gt;Le realtà di movimento su questo fronte hanno più da insegnare di qualsiasi esperto di teoria della pianificazione. La socializzazione dei mezzi di produzione è infatti un processo che può essere realizzato in vari modi.. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è chiaro che a un certo punto il problema della pianificazione cosciente dell'economia attraverso la socializzazione dei mezzi di produzione dovrà essere affrontato in modo esplicito anche nelle lotte del movimento dei lavoratori. Da questo punto di vista, tuttavia, non mi sembra che i rapporti di forza siano oggi favorevoli. […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per costruire un fronte compatto di opposizione tra i lavoratori pensi che sia possibile, oggi, far passare il messaggio che, dietro la riforma Gelmini, ci sia lo sfruttamento e la subordinazione che un’intera classe sociale (composta da studenti e, appunto, lavoratori) subisce da parte dei padroni?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La contestazione contro la riforma della scuola e dell'università è in sé una risposta significativa ai processi di individualizzazione che da decenni rendono sempre più difficile contrastare la deriva mercificante e l'egemonia neoliberista. Con una sinistra e una destra che fanno a gara a chi difende meglio le virtù del mercato e nella banalizzazione-spettacolarizzazione del discorso politico, le forze conservatrici sono riuscite per molto tempo a mettere fuori legge le analisi e le lotte basate sui rapporti di classe.&lt;br /&gt;Secondo la mistificazione neoliberista le classi sociali non esistono più. Tutti noi siamo un po' lavoratori e un po' imprenditori (almeno di noi stessi). È il mercato che premia i bravi e punisce gli incapaci. E nel mercato ci si confronta su basi individuali, non di classe. La concorrenza tira fuori il meglio dell'individuo, isolandolo dai suoi simili e ricompensando chi sa spingere più degli altri. In questo modo, la società ottiene il massimo da ciascuno dei suoi membri e il bene comune è assicurato. Questo è lo stato del dibattito con cui il movimento deve fare i conti. Non c'è posto per i rapporti di classe nella concezione neoliberista.&lt;br /&gt;Da questo punto di vista, la riforma Gelmini non segna certo una svolta. Al contrario, prosegue un cammino intrapreso da decenni e si inserisce nella fase di accelerazione voluta da Berlusconi e Tremonti. Si tratta di una attacco di classe in piena regola, portato con la forza dei tagli alla spesa e ai diritti, ma nascosto ancora una volta dietro la mistificazione dell'efficienza e del bene comune.&lt;br /&gt;Il problema, tuttavia, è che ormai anche la risposta è di classe. Il movimento studentesco ha ancora bisogno di maturare e di risolvere le sue contraddizioni interne. Ma studenti e lavoratori sono di nuovo vicini. Il modello neoliberista sta affondando sotto le forze di mercato da esso stesso liberate e le forze sociali non stanno certo a guardare. Nella più grande sfiducia nella politica istituzionale, stanno riemergendo i rapporti sociali e la solidarietà di classe, in controtendenza rispetto ai processi di individualizzazione guidati dal capitale. Questa è una novità con cui le forze governative e imprenditoriali devono fare i conti. E forse è proprio questa la ragione per cui preferiscono parlare di concorrenza invece che di rapporti di classe.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-3411081456456477286?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/3411081456456477286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=3411081456456477286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/3411081456456477286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/3411081456456477286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2009/01/intervista-giulio-palermo.html' title='INTERVISTA A GIULIO PALERMO'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-1587799845873701983</id><published>2009-01-19T07:42:00.000-08:00</published><updated>2009-02-02T08:43:01.128-08:00</updated><title type='text'>PER NON PAGARE LA LORO CRISI...ORGANIZZIAMOCI!!!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SXSgLmyuVzI/AAAAAAAAAJQ/nGJSM4AJszg/s1600-h/clip_image002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293031583319480114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 300px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 265px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SXSgLmyuVzI/AAAAAAAAAJQ/nGJSM4AJszg/s320/clip_image002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 2009 inizia per l’Università italiana, e in particolare per quella genovese, nel peggiore dei modi; proprio come era terminato il 2008.&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il progetto di ulteriore mercificazione dell’università, assoggettamento della stessa alla logica del capitale e del profitto, la definitiva entrata delle imprese nelle strutture universitarie, l’espulsione di ampi strati di forza – lavoro precaria va avanti in maniera serrata, nonostante la lunga ed energica mobilitazione che ci ha visto protagonisti negli ultimi mesi.&lt;br /&gt;I propositi del Rettore sono molto chiari e più volte reiterati non solo con le sue esternazioni ai giornali, ma anche con l’ufficiale presentazione del suo Piano all’ultimo Senato accademico.&lt;br /&gt;Il primo punto che salta agli occhi è la volontà di costituzione di una Fondazione (privata) parallela all’Ateneo, composta da Istituzioni locali, Camera di Commercio ed imprese, finalizzata al finanziamento della ricerca applicata.&lt;br /&gt;Si è reputato, insomma, che le imprese non avrebbero avuto alcun interesse nell’entrare direttamente nell’Ateneo, molto meglio riservare ai lucratori e capitalisti la ricerca, ossia l’ambito universitario che realmente può creare profitto.&lt;br /&gt;Questa manovra, dunque, non ha significato, come alcuni ritengono, una limitazione del raggio d’azione delle imprese, che si sarebbe in maniera molto teorica potuta estendere a tutto l’Ateneo, bensì un ulteriore assoggettamento dell’intera ricerca, quella che conta, al profitto, all’interesse privato delle imprese.&lt;br /&gt;Questa tendenza sarà, poi, ulteriormente potenziata da un secondo strumento previsto dal piano del Rettore, e già operante nell’Ateneo genovese, ed è la pratica delle cattedre sponsorizzate; ossia la possibilità per le imprese d’allestire e finanziare dei veri e propri corsi, creando poi corsie preferenziali con la ricerca e con il relativo indotto industriale.&lt;br /&gt;A fronte di tutto ciò, assistiamo alla situazione sempre più drammatica degli oltre 500 precari dell’Università, che non si sono visti rinnovato il proprio contratto, dopo anni di collaborazione con l’Ateneo genovese.&lt;br /&gt;Negli ultimi giorni, poi, siamo arrivati a situazioni paradossali proprio in seguito a queste operazioni, in quanto molti uffici e servizi non potranno più essere erogati (soprattutto in riferimento a tirocini e pratiche Erasmus) e quelli che in questi giorni sono stati garantiti è stato in base a una prestazione d’opera GRATUITA da parte degli stessi precari.&lt;br /&gt;Ciò dimostra come non è vero che non ci sia lavoro, quello che non c’é é la volontà di pagarlo!&lt;br /&gt;Di fronte a tutto ciò, assistiamo sgomenti al silenzio assordante della rappresentanza studentesca, che pur avendo assistito alla presentazione del Piano in Senato accademico, non hanno proferito parola sul fatto, pur potendo usufruire direttamente dei documenti presentati, cosa impossibile a tutti gli altri.&lt;br /&gt;I rappresentanti non hanno assolutamente ritenuto opportuno convocare un’assemblea studentesca per comunicare agli studenti genovesi le intenzioni del Rettore e decidere come muoversi a riguardo; ulteriore dimostrazione di come l’istituto della rappresentanza sia complice se non servo sciocco delle dirigenze!&lt;br /&gt;L’unica arma a nostra disposizione è quella dell’autorganizzazione, al di fuori di logiche partitiche e riformistiche; continuiamo a portare avanti la mobilitazione all’interno delle facoltà, aprendo le stesse alla conflittualità sociale che gruppi di lavoratori stanno esternando a fronte di una crisi economica i cui unici responsabili sono il capitale e le sue banche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="FONT-WEIGHT: bold; TEXT-ALIGN: center"&gt;COSTRUIAMO DALLE ATTUALI ASSEMBLEE STUDENTESCHE UNA STRUTTURA PERMANENTE CHE VADA OLTRE LA FALLIMENTARE RAPPRESENTANZA DEI PARLAMENTINI! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-1587799845873701983?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/1587799845873701983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=1587799845873701983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1587799845873701983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1587799845873701983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2009/01/per-non-pagare-la-loro.html' title='PER NON PAGARE LA LORO CRISI...ORGANIZZIAMOCI!!!!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SXSgLmyuVzI/AAAAAAAAAJQ/nGJSM4AJszg/s72-c/clip_image002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-5195998661167300321</id><published>2008-12-17T03:32:00.000-08:00</published><updated>2008-12-17T03:45:56.718-08:00</updated><title type='text'>PER UNO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mentre la Cgil, al fine di perseguire i propri obiettivi nelle contese burocratiche con le altre Confederazioni e di lavare l’onta del non invito a cena, indice uno sciopero generale di (sole) 4 ore, gli studenti ed i settori più attivi e combattivi dei lavoratori hanno deciso d’approfittare della situazione, per trasformare questa giornata, in un momento importante di mobilitazione, attraverso uno sciopero generale di 8 ore, contro la crisi ed i suoi effetti, che padroni e ( i loro) governi vorrebbero farci pagare.&lt;br /&gt;Questa giornata non è altro che il risultato di due mesi di mobilitazione che noi studenti, insieme ai lavoratori dell’università e non, abbiamo portato avanti, attraverso diverse pratiche, tutte comunque accomunate dalla volontà politica di non pagare una crisi, creata da quegli stessi signori che, ora, ci vorrebbero togliere risorse, salari e posti di lavoro.&lt;br /&gt;Lo slogan “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO” è riecheggiato per mesi nei nostri cortei, tuttavia se vogliamo essere realmente conseguenti, e limitare davvero al minimo i costi che l’attuale e futura classe operaia dovrà pagare a questa crisi, dobbiamo renderci conto come l’unica politica a ciò utile sia fare fallire i falliti!&lt;br /&gt;Che neanche un euro vada in tasca a banche ed imprese, chi deve fallire fallisca ora, senza protrarre oltre la crisi, e che tutte le risorse promesse vengano, invece, utilizzate per sostenere gli ammortizzatori sociali!&lt;br /&gt;Solo in questa maniera si potrà evitare lo sviluppo della crisi e l’ingigantimento dei suoi effetti, cosa a cui tutta la classe dominante punta, per salvare imprese e capitale fisso, non capendo come a tutto ciò si sia arrivato proprio per una sovrapproduzione di capitale.&lt;br /&gt;Uniamo su questa piattaforma, chiara e di classe, tutti gli strati più attivi di studenti e lavoratori, affinché possa crearsi un fronte comune di contrapposizione a questa crisi e alle conseguenti politiche che altro non sono che il frutto delle contraddizioni di un sistema capitalistico, ormai limite al libero sviluppo sociale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280721903182315234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 413px; CURSOR: hand; HEIGHT: 207px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SUjkl6zOfuI/AAAAAAAAAJA/fumZqruFdRc/s400/1224083589320_05.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;A livello più prettamente studentesco nelle prossime settimane dovremo quindi dedicarci a chiarire queste posizioni all’intero movimento studentesco, in cui ancora ampi settori si attardano su posizioni influenzate dall’opportunismo baronale, dalla logica di contrastare il singolo spreco e da una visione meramente istituzionale del problema dei tagli alla scuola e all’università.&lt;br /&gt;Se una cosa in questi mesi si è capita, e questa giornata ne è la piena dimostrazione, è proprio il fatto che la trentennale crisi della scuola e dell’università non è che uno degli effetti di una crisi più ampia, di una crisi sociale; di una crisi di una società divisa in classi che non può che riprodurre una scuola ed un università di classe, e che in un ambito di saturazione del mercato del lavoro, non si può che ridurre a parcheggio per giovani disoccupati.&lt;br /&gt;La nostra lotta e la nostra mobilitazione dovrà, dunque, iniziare a tener conto di questo, permettendo così, da una parte di smarcarci da quelle false soluzioni di autoriforma che passano dai parlamenti e parlamentini più o meno studenteschi, dall’altra d’iniziare a pensare ad organismi studenteschi realmente permanenti, che nella loro genuina visione anti – capitalistica, possano costituire efficaci strumenti di lotta studentesca, sempre e comunque attenti alle problematiche della classe lavoratrice.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;CHE LA CRISI SE LA PAGHINO I FALLITI…FALLENDO!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-5195998661167300321?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/5195998661167300321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=5195998661167300321' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/5195998661167300321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/5195998661167300321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/12/per-uno-sciopero-generale-e.html' title='PER UNO SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SUjkl6zOfuI/AAAAAAAAAJA/fumZqruFdRc/s72-c/1224083589320_05.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-2343410045802079279</id><published>2008-12-08T09:00:00.000-08:00</published><updated>2008-12-08T09:07:54.963-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Studenti e lavoratori:&lt;br /&gt;no alla 133&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277466647468708274" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 335px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/ST1T9GRYEbI/AAAAAAAAAI4/V2c-R98ETqs/s400/Working_Class_by_carts.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VENERDI’ 5 DICEMBRE ore 17&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Facoltà di lettere e filosofia (V. Balbi 4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In avvio della due giorni di riflessione&lt;br /&gt;sulla mobilitazione studentesca&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;INCONTRO – DIBATTITO&lt;br /&gt;tra studenti e lavoratori di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin.Base Sindacato di Base e USI-AITLIGURIA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-2343410045802079279?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/2343410045802079279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=2343410045802079279' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2343410045802079279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2343410045802079279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/12/studenti-e-lavoratori-no-alla-133.html' title=''/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/ST1T9GRYEbI/AAAAAAAAAI4/V2c-R98ETqs/s72-c/Working_Class_by_carts.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-4553916420782220497</id><published>2008-11-11T07:57:00.000-08:00</published><updated>2008-11-11T08:04:55.776-08:00</updated><title type='text'>NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A più di un mese dalle prime manifestazioni e dai primi segni di mobilitazione, siamo ancora qui, siamo ancora in piazza.&lt;br /&gt;Nonostante la grande onda che ha investito tutta Italia, nonostante le migliaia di studenti scesi per le strade, il governo non ha battuto ciglio, approvando due settimane fa anche la Legge Gelmini (dopo aver approvato in sordina, ad Agosto, la legge 133).&lt;br /&gt;Questa è l’ennesima dimostrazione di come questo Stato e questo governo (come qualsiasi governo) non siano altro che l’espressione politica delle classi dominanti.&lt;br /&gt;Loro, oggi, hanno interesse a tagliare spese (che per loro sono improduttive) a trasformare gli Atenei ed i Licei in Fondazioni, a precarizzare ulteriormente la forza – lavoro, a salvare banche e banchieri.&lt;br /&gt;Già da tempo abbiamo deciso di dire basta scendendo nelle piazze, riappropiandoci delle nostre università e dei nostri licei, contrapponendoci ad un ulteriore assoggettamento alle imprese ed al profitto.&lt;br /&gt;Appare, dunque, sempre più necesario estendere la mobilitazione, non accontentandoci però di un mero ritorno allo status quo; la nostra lotta contro la riforma Gelmini, come contro la legge 133, non può ridursi alla difesa dell’Università baronale.&lt;br /&gt;Insomma, non pagheremo la vostra crisi egregi banchieri e scommettitori di borsa. Né consentiremo al Governo ed alla gerontocratica CRUI mediazioni sulle nostre spalle.&lt;br /&gt;Basta con l'inutile (per noi) moltiplicazione delle cattedre e degli stipendi, basta con le assunzioni familistiche.&lt;br /&gt;Non è passato governo (divenuto poi opposizione) che non sia intervenuto sulla scuola 'riformandola' a modo suo.&lt;br /&gt;Ma noi non stiamo giocando ma pretendendo un livello di qualificazione adeguato all'attuale carenza di offerta di lavoro.&lt;br /&gt;E sono la scuola e l'università che devono adeguarsi e non solo noi poveri fessi a dover divenire “flessibili”, “mobili” a ... 500 € di stipendio precario, senza alcuna indennità e contributo sociale.&lt;br /&gt;Il nostro primo obiettivo, quindi, deve essere quello di mantenere ed estendere la nostra autonomia, l’autonomia del movimento studentesco, da qualsiasi tipo d’interesse che non sia il nostro.&lt;br /&gt;Contrapponiamo alla loro Università di classe, alla loro Università – fondazione, alla loro Università baronale, la nostra università; l’Università degli studenti, l’Università del sapere critico e del conflitto sociale!&lt;br /&gt;Solo se sapremmo renderci autonomi ed indipendenti tanto nel pensare quanto nell’agire potremmo difendere i nostri interessi di studenti, cioè di futura forza – lavoro salariata, dall’attacco del capitale e del suo Stato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267430546752610674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 146px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRmsLJo7IXI/AAAAAAAAAIw/F631-Owcyyo/s400/images+11.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VOGLIONO FARCI PAGARE LA LORO CRISI!&lt;br /&gt;CHE SE LA PAGHINO LORO, FALLENDO!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-4553916420782220497?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/4553916420782220497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=4553916420782220497' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/4553916420782220497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/4553916420782220497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/11/per-un-movimento-studentesco-autonomo.html' title='NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRmsLJo7IXI/AAAAAAAAAIw/F631-Owcyyo/s72-c/images+11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-8460791744771154839</id><published>2008-11-04T09:10:00.000-08:00</published><updated>2008-11-04T09:58:58.624-08:00</updated><title type='text'>Per una mobilitazione studentesca autonoma ed autorganizzata</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264861222222159362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRCLYx5H3gI/AAAAAAAAAHw/jfCFGu9BG1U/s400/08-10-30_-_studente_riflette.jpg" border="0" /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRCMTxn4GvI/AAAAAAAAAIQ/sJhentN1Hf4/s1600-h/08-10-30_-_studente_riflette2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264862235762105074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRCMTxn4GvI/AAAAAAAAAIQ/sJhentN1Hf4/s400/08-10-30_-_studente_riflette2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264862412903053714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRCMeFhkeZI/AAAAAAAAAIY/gnEcndIxfPQ/s400/08-10-30_-_studente_riflette3.jpg" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264862598258253906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRCMo4BsYFI/AAAAAAAAAIg/4Psd3S7E_wc/s400/08-10-30_-_studente_riflette4.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-8460791744771154839?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/8460791744771154839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=8460791744771154839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8460791744771154839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8460791744771154839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/11/per-una-mobilitazione-studentesca.html' title='Per una mobilitazione studentesca autonoma ed autorganizzata'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SRCLYx5H3gI/AAAAAAAAAHw/jfCFGu9BG1U/s72-c/08-10-30_-_studente_riflette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-1485292034565915369</id><published>2008-10-15T10:15:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T10:19:44.083-07:00</updated><title type='text'>(RI)BLOCCHIAMO L’UNIVERSITA’!!</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;La giornata di ieri ha visto la massiccia mobilitazione di centinaia di studenti che, auto – organizzandosi, sono riusciti ad ottenere il blocco della didattica in tutta via balbi.&lt;br /&gt;Tale atto non rappresenta una manifestazione di violenza da parte di un settore minoritario degli studenti, come alcuni sostengono, bensì esso e’ l’esplicita risposta che noi studenti genovesi abbiamo dato alla violenza che il governo ci riversa addosso con i tagli all’Universita’, con la limitazione del turn – over, con la trasformazione delle universita’ in fondazioni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non vogliamo diventare i fantocci delle imprese!!!&lt;/strong&gt;!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257431363574554210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SPYl-Fjb3mI/AAAAAAAAAHg/8qJz1Ry01Qc/s400/nn+votare.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Riprendiamoci ciò che loro quotidianamente ci tolgono, mobilitiamoci per la difesa dei nostri interessi immediati&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Organizziamo attivita’ autonome ed autogestite anche in universita’! &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Per un movimento studentesco indipendente ed autorganizzato!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-1485292034565915369?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/1485292034565915369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=1485292034565915369' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1485292034565915369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1485292034565915369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/10/riblocchiamo-luniversita.html' title='(RI)BLOCCHIAMO L’UNIVERSITA’!!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SPYl-Fjb3mI/AAAAAAAAAHg/8qJz1Ry01Qc/s72-c/nn+votare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-6443122375065754062</id><published>2008-10-14T06:42:00.000-07:00</published><updated>2008-10-14T08:21:57.556-07:00</updated><title type='text'>GLI STUDENTI CON I LAVORATORI!</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;CONTRO L’UNIVERSITA’ DI CLASSE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTRO LE UNIVERSITA-FONDAZIONI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SPSim4Nl0CI/AAAAAAAAAHY/XU6Aqykef3E/s1600-h/logo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257005453856329762" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SPSim4Nl0CI/AAAAAAAAAHY/XU6Aqykef3E/s400/logo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;BLOCCHIAMO L'UNIVERSITA'&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;MERCOLEDI' 15 OTTOBRE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;DALLE ORE 9&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;VIA BALBI 4&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-6443122375065754062?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/6443122375065754062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=6443122375065754062' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/6443122375065754062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/6443122375065754062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/10/gli-studenti-con-i-lavoratori.html' title='GLI STUDENTI CON I LAVORATORI!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SPSim4Nl0CI/AAAAAAAAAHY/XU6Aqykef3E/s72-c/logo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-3005267085287520242</id><published>2008-10-01T05:39:00.000-07:00</published><updated>2008-10-01T05:49:25.216-07:00</updated><title type='text'>Attivo del 10 Ottobre per lo sciopero generale del sindacalismo di base</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La difesa degli interessi di classe dei lavoratori può essere realizzata solo dai lavoratori stessi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SONvwvWNvoI/AAAAAAAAAHQ/bChGI6e8SjU/s1600-h/image001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252164473578176130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SONvwvWNvoI/AAAAAAAAAHQ/bChGI6e8SjU/s400/image001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Basta deleghe&lt;br /&gt;Basta concertazione&lt;br /&gt;Basta illusioni parlamentaristiche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 10 ottobre ore 17.00&lt;br /&gt;Facoltà di Filosofia, Balbi 4 aula M&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Incontro dibattito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Perché partecipiamo allo sciopero generale del 17 ottobre&lt;br /&gt;e al corteo di Milano promosso dal sindacalismo di base”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sin.base - Sindacato di base -                      &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;USI-AIT liguria&lt;br /&gt;Comitato  Studentesco&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-3005267085287520242?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/3005267085287520242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=3005267085287520242' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/3005267085287520242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/3005267085287520242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/10/attivo-del-10-ottobre-per-lo-sciopero.html' title='Attivo del 10 Ottobre per lo sciopero generale del sindacalismo di base'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SONvwvWNvoI/AAAAAAAAAHQ/bChGI6e8SjU/s72-c/image001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-8998391542861070880</id><published>2008-10-01T03:17:00.000-07:00</published><updated>2008-10-06T05:50:25.611-07:00</updated><title type='text'>ALCUNE CONSIDERAZIONI PER UNA MOBILITAZIONE DI CLASSE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SONdYq-VwhI/AAAAAAAAAHI/ACrjYskrWTw/s1600-h/revolution.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252144268878135826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SONdYq-VwhI/AAAAAAAAAHI/ACrjYskrWTw/s200/revolution.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si avvicina l’autunno, e con la tramutazione del famosissimo decreto Brunetta, la fantomatica stretta sui fannulloni, ci si ripresenta l’ennesima occasione di mobilitazione.&lt;br /&gt;Tale atto, infatti, non rappresenta altro che l’ennesima espressione legislativa, e quindi sovrastrutturale, di riorganizzazione dello Stato capitalista, dettata da tutta una serie di condizioni che giungono sempre più a maturazione.&lt;br /&gt;Una competitività sempre più agguerrita sul mercato internazionale, l’entrata in quest’ultimo di nuove potenze emergenti, la necessità di difesa dei propri mercati e dell’accaparramento delle risorse energetiche mediante guerre, portano le borghesie nazionali ad una generale riorganizzazione del proprio stato.&lt;br /&gt;Insomma, tale situazione porta ad un disperato bisogno di capitali da investire, considerando anche la strutturale caduta marginale del saggio di profitto, a cui vari settori della borghesia rispondono con compressioni salariali, aumento della produttività del capitale variabile (forza – lavoro), riduzione di quelle spese improduttive che, negli ultimi decenni, sono state di monopolio statale.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’Italia, il d.l 112 non rappresenta altro che la continuazione di una politica riorganizzatrice che, come minimo, ha origine a metà degli anni ’70.&lt;br /&gt;Riorganizzazione industriale, smantellamento del welfare, sgretolamento salariale (si pensi solo all’abolizione della scala mobile), liberalizzazioni, scippo del TFR, sono solo alcuni esempi delle molte tappe di questo processo riorganizzativo, di cui il decreto Brunetta non è che la più recente.&lt;br /&gt;Tale decreto, in breve, prevede una corposa riorganizzazione della pubblica amministrazione che apporta modifiche al contratto a termine (art. 21), al contratto accessorio (art. 22), al contratto d’apprendistato (art. 23); insomma si perpetua e si estende la precarietà lavorativa.&lt;br /&gt;Si registra inoltre negli intenti del decreto il peggioramento delle condizioni dei lavoratori pubblici in merito ai trattamenti economici ed alla disciplina delle assenze per malattia e permesso retribuito.&lt;br /&gt;La “svolta” brunettiana prevede ripercussioni, poi, anche sul sistema universitario, con un cospicuo taglio dei fondi (fino a 160 milioni di euro), limitazione del turn-over e , dulcis in fundo, la possibilità di poter trasformare le Università in fondazioni (regolate quindi dal diritto privato).&lt;br /&gt;Che l’Università sia inserita in un più ampio scenario di riforma non è casuale, anzi è la dimostrazione che il modello formativo non sia che uno dei tanti ambiti statali in cui si esplicitano gli effetti della riorganizzazione del sistema produttivo.&lt;br /&gt;Il nocciolo della questione è, e rimane, il sistema produttivo, ed in particolare le relazioni sociali di produzione che da esso derivano; i rapporti di forza tra le classi che si strutturano in esso e che poi vanno a riflettersi negli altri ambiti.&lt;br /&gt;L’attuale sistema di produzione necessita dell’attuale sistema di formazione, che trasforma scuole ed Università in veri e propri “parcheggi” per futura forza – lavoro salariata, che niente hanno a che vedere con cultura e formazione.&lt;br /&gt;L’università in una società capitalistica non diventa altro che strumento del Capitale nell’ambito “formativo”, svolgendo essenzialmente due funzioni.&lt;br /&gt;La prima, è quella di produrre un esercito di forza lavoro specialistica in maniera che essa sia il più possibile inseribile nei meccanismi di sfruttamento capitalistico, facendo in modo di togliere l’unico strumento difensivo per la forza – lavoro, che è la qualifica.&lt;br /&gt;Creare questo esercito di lavoratori serialmente formabili e quindi facilmente sostituibili è uno dei servigi più utili che l’Università può offrire al Capitale; naturalmente oltre a quello di ritardare il più possibile la loro entrata nel mondo del lavoro, così da salvare l’equilibrio tra domanda e offerta.&lt;br /&gt;L’utilizzo senza limiti di stage, tirocini formativi, contratti d’apprendistato dimostra come finita la “falsa” formazione, si necessiti di quella vera, destinata all’inquadramento della forza – lavoro nell’organizzazione produttiva capitalistica.&lt;br /&gt;La seconda funzione si riduce alla riproduzione dei quadri della classe dominante e della sua cultura.&lt;br /&gt;A tutti gli studenti, in maniera più o meno consapevole, sono noti i corsi in cui la spicciola ideologia borghese sul mercato, sulla fantomatica funzione redistributrice dello Stato, sull’eguaglianza formale dei cittadini, vengono fatte passare come verità scientifiche inoppugnabili.&lt;br /&gt;Nessuna messa in discussione di tali assiomi salomonici è concessa.&lt;br /&gt;La loro riproduzione culturale è così assicurata: masse di studenti crescono non abituandosi alla libertà d’analisi, al mettere in discussione se stessi e ciò che studiano; alla faccia della rigidità e libertà scientifica con cui molti professori si riempiono la bocca, ma che quasi sempre si riduce a scientismo borghese.&lt;br /&gt;Alla luce di ciò si deve davvero aver un bel coraggio a parlare ancora di “Tramonto dell’Università” e di “Qualità dell’insegnamento e della ricerca in pericolo”, come fa il baronato per difendere i propri privilegi dalla scure del ministro Brunetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesse per la strutturazione di una mobilitazione ci sono, tuttavia il primo passo pratico d’attuare è quello contro la contaminazione della protesta da parte delle elité baronali universitarie che con i loro servigi hanno contribuito alla dequalificazione dell’università o meglio ad un perfezionamento dell’Università di classe.&lt;br /&gt;Insomma, questi signori che ora urlano tanto, sono tra i primi responsabili della situazione attuale, dove la cooptazione è lo strumento cardine per la selezione del personale docente, che dovrà difendere, propagandando la scientificità dei propri insegnamenti, proprio la natura classista dell’Università.&lt;br /&gt;Occorre necessariamente non accodarsi a questi signori in difesa della LORO istruzione, ma essere autonomi e determinati nella difesa dei NOSTRI interessi, che sono contrapposti ai loro.&lt;br /&gt;Farsi nuovamente manipolare da questa cricca di sapientoni, pronti a urlare contro il Governo in difesa della loro corporazione, però subito accondiscendenti alla prima miserevole concessione di qualche beneficio, sarebbe drammatico.&lt;br /&gt;Altrettanto drammatico sarebbe, anche, limitare la mobilitazione al solo ambito universitario, o comunque a rivendicazioni prettamente studentesche.&lt;br /&gt;Quello che abbiamo di fronte è un fenomeno generale, che colpisce la generalità dei lavoratori in quanto classe; un tentativo di risposta non potrà che essere di classe.&lt;br /&gt;Solo così il fenomeno di trasformazione in Fondazioni, cessa di essere riferibile alle sole Università, ma inizia ad essere affrontato in maniera generale, denunciando dunque un processo che riguarda tanto le Università come, per esempio, le Asl.&lt;br /&gt;Il meccanismo che andremmo a denunciare in questo modo, cessa di essere una mera questione di diritto (passaggio dal diritto pubblico al diritto privato), ma diventa denuncia della trasformazione dei servizi basilari in business, in procedure che servono a fare profitto e non a soddisfare necessità sociali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La mobilitazione si trasforma così in un’accusa diretta al sistema capitalista, che si struttura sempre più come un ostacolo allo sviluppo sociale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Evidenziare ciò significa presupporre la centralità dei lavoratori e del loro protagonismo come una necessità immediata; noi a questo potremmo unirci solo se finiremo di considerarci genericamente studenti, ma se inizieremo ad agire come settori organizzati di attuale e futura – forza lavoro salariata.&lt;br /&gt;Se su questi binari la mobilitazione poi nello specifico potrebbe strutturarsi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;· nell’organizzazione di dibattiti/assemblee nelle facoltà e nelle scuole medie superiori&lt;br /&gt;· nell’intervento sui posti di lavoro e nelle assemblee dei lavoratori&lt;br /&gt;· nella nostra partecipazione allo sciopero generale del sindacalismo di base indetto per il 17 ottobre, con manifestazione a Milano&lt;br /&gt;· nell’organizzazione dell’Assemblea nazionale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo è poco ma il lavoro è tanto; compagni, rimbocchiamoci le maniche!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-8998391542861070880?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/8998391542861070880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=8998391542861070880' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8998391542861070880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8998391542861070880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/10/alcune-considerazioni-per-una.html' title='ALCUNE CONSIDERAZIONI PER UNA MOBILITAZIONE DI CLASSE'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SONdYq-VwhI/AAAAAAAAAHI/ACrjYskrWTw/s72-c/revolution.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-6134084320843769016</id><published>2008-09-05T03:36:00.000-07:00</published><updated>2008-09-07T03:40:29.479-07:00</updated><title type='text'>NON PERDIAMO UN’ALTRA OCCASIONE!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;A questo governo possono essere imputate molte cose, ma non certo quello d’aver perso tempo.&lt;br /&gt;Non ha infatti perso tempo ad imbastire, da subito, un ampio disegno di riorganizzazione statale, che in ottemperanza alle direttive confindustriali, riformasse la complessa macchina statale. Ciò è stato iniziato con il decreto Brunetta, d.l 112 /08.&lt;br /&gt;Tale decreto, nell’ottica di tale riorganizzazione ha conseguenze dirette anche sul sistema universitario italiano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;COSA PREVEDE IL DECRETO A PROPOSITO?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Essenzialmente un cospicuo taglio dei fondi a partire dal 2009 (prevedendo un “risparmio” che nel 2013 arriverà a 160 milioni di euro), una forte limitazione del turnover (quindi delle assunzioni), la trasformazione della progressione economica degli stipendi da biennale a triennale.&lt;br /&gt;Tuttavia il più grande regalo a Confindustria deriva dalla possibilità a partire dal 2009 di poter trasformare le Università in Fondazioni, cioè in organismi regolati dal diritto privato e con la possibilità di far entrare soggetti privati (per lo più imprese) negli organismi di gestione delle stesse università.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE REAZIONI DEL BARONATO ITALIANO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Tale presa di posizione del governo ha chiaramente indispettito e causato la rabbiosa reazione delle elite baronali universitarie, che nei loro appelli e comunicati (principalmente la CRUI- Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – ed il Coordinamento dei Giovani Accademici) chiamano alla mobilitazione in salvaguardia dell’Università italiana.&lt;br /&gt;Quello che in realtà questi personaggi hanno fatto è chiamare alla rivolta l’intera società per cercare di preservare e difendere i propri privilegi, derivanti dalla loro posizione di classe e dal processo di cooptazione che caratterizza le università e che per questo le rende baronali.&lt;br /&gt;Ciò è anche dimostrato dal fatto che nei suddetti appelli non si fa una minima menzione critica alla questione delle Fondazioni e all’entrata delle imprese nelle Università; insomma la sottomissione della libertà scientifica (con cui questi si riempiono sempre falsamente la bocca) al capitale, al profitto e all’interesse privato trova profondamente d’accordo rettori, baroni e ricercatori.&lt;br /&gt;Sono proprio loro i massimi teorici dell’efficienza, la ristrutturazione, l’egemonia del mercato, a patto che tutto ciò non tocchi loro stessi.&lt;br /&gt;Se questo succede, beh, la resistenza è naturale, e non si tratta più del corporativismo di quattro fannulloni, bensì di una questione di salvezza nazionale. Non si capisce bene il meccanismo perché il tagliare i loro lauti stipendi dovrebbe mettere in crisi l’intera Italia.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, però, si continua a chiamare alla mobilitazione gli studenti, come si trattasse realmente di una questione di civiltà, quando invece quello che si vuol difendere è la stessa università di classe, un’università dequalificante basata sulla cooptazione degli amici degli amici, un’università dei privilegi, degli interessi e della cultura della classe dominante.&lt;br /&gt;Già durante la protesta contro la famigerata Legge Moratti, si era assistito ad una situazione del genere, in cui baroni e rettori intervenivano nelle assemblee studentesche per fomentare la protesta, ben consci della necessità, alla prima concessione del governo, di dover abbandonare gli studenti in piazza. Sgomberi e repressioni sono state la logica conclusione del loro uso strumentale del movimento studentesco.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E NOI DOVREMMO SOSTENERE NUOVAMENTE QUESTI SIGNORI?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ci si ripresenta, insomma, l’ennesima occasione di riaffermare l’autonomia del movimento studentesco e dei suoi strati più oppressi dagli interessi della classe dominante e dei suoi agenti in Università.&lt;br /&gt;La nostra critica deve essere e sarà più radicale; una critica che metta in discussione l’intero disegno di riorganizzazione, che altro non è che un ulteriore attacco alla classe lavoratrice nel suo insieme.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mobilitiamoci per mettere in discussione tutto ciò, per contrastare la continua sottomissione dei lavoratori e degli studenti al capitale ed ai suoi interessi!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ciò lo potremmo fare solo se ci liberemo una volta per tutte dall’illusione di una possibile alleanza con l’elite baronale, e concentreremo i nostri sforzi nella costruzione di una più solida e organica alleanza, con i nostri alleati naturali: i lavoratori!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coloro che realmente ogni giorno vivono l’attacco padronale e statale sulla propria pelle!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Solo costruendo alleanze sulla base di legami di classe potremmo realmente riaffermare la nostra autonomia dai padroni, dai lacché e dai servi sciocchi del capitale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Urge assolutamente una doverosa scelta di campo;&lt;br /&gt;noi la nostra l’abbiamo gia fatta!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-6134084320843769016?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/6134084320843769016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=6134084320843769016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/6134084320843769016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/6134084320843769016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/09/non-perdiamo-unaltra-occasione.html' title='NON PERDIAMO UN’ALTRA OCCASIONE!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-5919390200948964528</id><published>2008-08-18T04:31:00.000-07:00</published><updated>2008-10-06T05:48:04.526-07:00</updated><title type='text'>ANCORA UNA GUERRA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Inseriamo di seguito un volantino dei compagni del Sin.Base, che tratta della recentissima vicenda Russo - Georgiana, non potendo che essere completamente d'accordo sulle conclusioni che i compagni traggono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Comitato Studentesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;ANCORA UNA GUERRA!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In questo volantino riprendiamo dal prossimo opuscolo, alcune considerazioni sulla guerra Russia –&lt;br /&gt;Georgia, avvenimento soltanto all'apparenza lontano dalle nostre necessità e dai nostri bisogni.&lt;br /&gt;(Puoi richiedere l'opuscolo direttamente ai compagni del Sin.Base, telefonando o via e-mail)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Premessa &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E' facile constatare come non si sia mai parlato tanto di pace e pacifismo come da quando decine di nazioni hanno&lt;br /&gt;iniziato a mandare in giro per il mondo le loro truppe per «pacificare» aree in cui, evidentemente, si era o si è&lt;br /&gt;arrivati alla guerra.&lt;br /&gt;E' un fenomeno che ha una sua logica. Si diventa pacifisti quando è necessario, ossia quando la guerra è&lt;br /&gt;diventata, per quanto triste, realtà.&lt;br /&gt;I concetti stessi di pace e guerra sono inscindibili. L'uno ha senso solo in riferimento all'altro.&lt;br /&gt;Per questa stessa ragione quando si affrontano argomenti del genere si rischia sempre per passare per tifosi&lt;br /&gt;dell'una o dell'altra partigianeria. Critichi questa pace, sei un guerrafondaio. Critichi la guerra sei un pacifista.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A NOI NON PIACE LA LORO PACE, FIGURARSI LA LORO GUERRA.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I. qualcuno crede ancora che sia un caso che il governo Prodi, pur imbottito di pacifisti senza se e senza ma,&lt;br /&gt;detenga il record delle spese militari?&lt;br /&gt;II. Qualcuno crede ancora che le “riorganizzazioni”, le “razionalizzazioni”, i “tagli” alla spesa pubblica, alla&lt;br /&gt;sanità, insomma a qualsiasi spesa qualsiasi governo consideri “improduttiva” perché non produce “profitto”,&lt;br /&gt;siano fatti per aumentare il benessere della “popolazione”?&lt;br /&gt;III. In realtà potete esserne certi, la seconda è funzione della prima che abbiamo detto. Come potete essere&lt;br /&gt;certi che il governo che conquisterà il record nella seconda conquisterà anche un nuovo record nella prima.&lt;br /&gt;E che lo farà a spese nostre potete esserne ancora più certi, certissimi.&lt;br /&gt;Un brillante esempio di come la loro pace produca la loro guerra è quella, ancora in corso mentre scriviamo, tra&lt;br /&gt;Russia e Georgia, con più morti che spettatori ad una finale di Champions League, ma poco importa non giocava&lt;br /&gt;la squadra del cuore e, del resto, anche il pacifismo ha diritto alle ferie.&lt;br /&gt;L'indipendenza, attribuita dalla pacifiche potenze “occidentali”, al Kossovo dalla Serbia ha fornito il precedente alla&lt;br /&gt;Russia affinché Abkhazia e Ossezia del Sud, potessero essere resi, questa volta militarmente, indipendenti dalla&lt;br /&gt;Georgia. Tutto in una zona economicamente strategica per le vie dell'energia quanto e se non più dei balcani.&lt;br /&gt;Il resto è cronaca.&lt;br /&gt;Quando l'accaparramento e l'esaurimento delle risorse naturali del pianeta «strangoleranno» la patria che cercava&lt;br /&gt;«un posto al sole», siate certi che, incuranti della spesa pubblica, forniranno a tutti un bell'elmetto gratuito.&lt;br /&gt;Soltanto quando nelle nazioni si cesserà di vivere di lavoro altrui, sarà possibile farla finita con nazioni che&lt;br /&gt;campano sfruttando le necessità delle altre più deboli. Solo allora, finita l'epoca delle nazioni stesse, i popoli&lt;br /&gt;potranno attuare una reale amministrazione delle risorse planetarie. Utopia internazionalista?&lt;br /&gt;Se anche lo fosse è certo più seria e probabile, come ormai possono vedere tutti, di quella “pacifista”.&lt;br /&gt;Ma non è affatto un'utopia.&lt;br /&gt;A condizione che anche su questo terreno non si deleghi ad altri il nostro futuro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Passa dalla tua parte, passa al Sin.Base&lt;/strong&gt;!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-5919390200948964528?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/5919390200948964528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=5919390200948964528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/5919390200948964528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/5919390200948964528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/08/ancora-una-guerra.html' title='ANCORA UNA GUERRA'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-2957163254044784659</id><published>2008-07-01T00:49:00.000-07:00</published><updated>2008-07-01T00:55:01.175-07:00</updated><title type='text'>IDENTITà DI CLASSE: L’UNICO METRO DI MISURA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Pubblichiamo qui di seguito il volantino che abbiamo distribuito alla manifestazione di Lunedì 30 Giugno&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato Studentesco, partecipa oggi alla manifestazione del 30 Giugno, più che per commemorare gli eventi che, in quel giorno del 1960, avevano visto diventare Genova palcoscenico di scontro, per reiterare, insieme ad altri gruppi, la necessità del lavoro di ricostruzione politico di antagonismo sociale.&lt;br /&gt;In questo periodo giornali e telegiornali ci sommergono con emergenze rifiuti, emergenze neo – fasciste in Italia, criminalità derivante dagli immigrati clandestini, ecc…&lt;br /&gt;Come capire, però, quali sono i fenomeni reali e quali, invece, costruzioni mass – mediatiche, costruite ad hoc da settori della borghesia italiana ( ed internazionale) per incanalare paure, sensazioni ed ignoranze della classe lavoratrice a proprio favore?&lt;br /&gt;Molti gruppi, nell’affrontare tali argomenti si sono appellate a generiche società civili, concetto espressione di pratiche interclassiste, che poco aiutano a comprendere le dinamiche di sfruttamento della nostra società.&lt;br /&gt;Voler costruire movimenti, espressione di società civili antifasciste, anti razziste, anti – rifiuti, costituisce solo un giochetto per nascondere dietro paroloni d’effetto la compromissione dell’autonomia e dell’indipendenza del movimento dei lavoratori a settori opportunisti della borghesia illuminata (e neanche tanto).&lt;br /&gt;Noi all’anti-fascismo della società civile, che racchiude da Della valle a Bertinotti, contrapponiamo un anti- fascismo, che in caso di reale necessità, si forgerà sulla base dell’identità di classe; all’anti – fascismo democratico contrapponiamo una concezione che avversa il fascismo poiché lo vede come una delle tante espressioni con le quali si presenta un sistema capitalista.&lt;br /&gt;Il nostro anti – fascismo si trasforma in identità di classe contro il capitale ed il suo Stato, indipendentemente che esso sia fascista, liberale o socialdemocratico.&lt;br /&gt;Stessa cosa per la questione dell’immigrazione; solo l’identità di classe e la coscienza di questa potrà farci capire chi sono i nostri fratelli e chi sono i nostri nemici; nel solco di una tradizione storica che pone l’internazionalismo proletario come uno delle sue colonne portanti.&lt;br /&gt;Ma senza quell’aggettivo “proletario” la nostra linea si ridurrebbe al massimo ad un misero multiculturalismo, in cui i divergenti interessi di classe sarebbero mischiati e confusi, in un’ipotetica società civile internazionale, che nella realtà non esiste dato che viene dilaniata quotidianamente dai concreti antagonismi di classe.&lt;br /&gt;Occorre iniziare ad opporre allo stantio interclassismo, tanto sbandierato da tutti i canali ufficiali, una coscienza classista della classe operaia; un’identità di classe che rappresenta l’unico metro di misura attraverso il quale saremo in grado d’affrontare le grandi tematiche, dall’anti-fascismo, al laicismo, senza perdere la bussola, e soprattutto senza compromettere l’autonomia della classe lavoratrice all’opportunista o al padrone di turno.&lt;br /&gt;Sia a livello studentesco che a livello sindacale, questo tentativo lo si sta facendo proprio a partire dalla pratica organizzativa, terreno in cui si esplica in primis la tanto succitata autonomia.&lt;br /&gt;La costruzione di differenti organismi, sia politici che sindacali, della classe lavoratrice è lunga e difficile, ma assolutamente indispensabile…quindi…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;PASSA DALLA TUA PARTE!&lt;br /&gt;ORGANIZZATI NEL COMITATO STUDENTESCO!!!&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-2957163254044784659?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/2957163254044784659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=2957163254044784659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2957163254044784659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2957163254044784659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/07/identit-di-classe-lunico-metro-di.html' title='IDENTITà DI CLASSE: L’UNICO METRO DI MISURA'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-1264364462878790478</id><published>2008-06-17T09:01:00.000-07:00</published><updated>2008-06-17T09:03:03.114-07:00</updated><title type='text'>Università: da Precari a Disoccupati?!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Come è ormai prassi in tutti gli ambiti statali, comunali, provinciali, regionali, anche l’Università di Genova, che tra le sue file conta centinaia di precari, si appresta ad esternalizzare alcuni di questi tramite agenzie di lavoro a somministrazione (interinali), con un costo più alto per l’Ateneo rispetto ai precedenti contratti di collaborazione coordinata e continuativa.&lt;br /&gt;Questo è il caso dei “fortunati”, visto che gli sfortunati (che sono la maggioranza)  resteranno direttamente a casa, confermando il precariato come forma di sfruttamento del lavoratore, in opposizione a  chi sostiene che si tratti solo di “flessibilità”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò si basa sull’ art. 3 comma 90 legge 244/2007,approvato dal precedente governo Prodi (col servile assenso della cosidetta “sinistra radicale”). Il suddetto articolo prevede che contratti come quelli che venivano adottati dall’università non possano più essere sottoscritti; inoltre l’articolo in questione è stato seguito da circolari sulla Funzione Pubblica, le quali non fanno che rafforzare ciò che è contenuto all’interno della legge. Dal canto suo l’Ateneo poteva, in base alla propria autonomia, decidere di non attenersi alle circolari e tutelare almeno in maniera minima l’interesse di questo folto gruppo di lavoratori, ma naturalmente così non è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato Studentesco ed il Sin.Base dichiarano piena solidarietà ai lavoratori dell’Università che rivendicano legittimamente la difesa del proprio posto di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un’occasione, questa,  per sottolineare l’esigenza di un’unione forte tra studenti e lavoratori e la speranza che questa sia solo una tappa per la costruzione di quest’indispensabile unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Studentesco  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin.Base                                 &lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-1264364462878790478?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/1264364462878790478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=1264364462878790478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1264364462878790478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1264364462878790478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/06/universit-da-precari-disoccupati.html' title='Università: da Precari a Disoccupati?!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-395485615129400311</id><published>2008-05-27T01:47:00.000-07:00</published><updated>2008-05-27T01:49:34.204-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;ASSEMBLEA – DIBATTITO SULLA PRECARIETà&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Tutti parlano di precarietà, tutti la citano, tutti la analizzano, tutti la criticano e tutti la vogliono combattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà, però, ci racconta di un fenomeno internazionale, come quello precario, in continua ascesa, un fenomeno che trova il suo perché e le sue origini nelle nuove necessità che il sistema capitalistico ha evidenziato in quest’ultimi decenni, e che nel nome della produttività, dell’innovazione e della flessibilizzazione ha imposto questa ennesima modalità di sfruttamento della forza – lavoro a milioni e milioni di lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dinamiche del mercato internazionale e le violente lotte che in esso si sono svolte tra le differenti potenze nazionali, e sovra – nazionali, hanno imposto questi meccanismi e queste condizioni alle classi lavoratrici di tutto il mondo, con l’esplicito consenso delle classi politiche mondiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, il fenomeno ha trovato le sue  prime espressioni a livello legislativo con il pacchetto Treu, portato avanti dal governo di centro –sinistra, per poi essere ulteriormente integrato dai contributi del centro –destra e dell’ormai sepolto governo Prodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accettazione e l’impulso di tali meccanismi tanto della sinistra (democratica e radicale) quanto della destra è davanti gli occhi di tutti; quello che ha vinto è stato l’interesse della classe dominante a non perdere in competitività e capacità di penetrazione dei mercati rispetto le sue rivali internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai rappresentanti politici di tale classe, che altro ci si poteva aspettare??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali tendenza rendono ancora più urgente la necessità di un processo di resistenza a queste dinamiche, che via via interesseranno sempre più ampi settori della forza – lavoro, in Italia come nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è appunto da queste considerazioni che abbiamo deciso di fare nostra questa tematica, inserendola nel processo di ricostruzione di un movimento studentesco autonomo, che in questi mesi sta muovendo i primi passi, e che ci sta contraddistinguendo nell’ambito genovese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nel nostro interesse di futura forza – lavoro salariata abbiamo reputato utile iniziare questo percorso proprio in Università, con un’assemblea – dibattito che metta al centro la tematica della precarietà ed avvii un processo di confronto tra studenti, lavoratori, sindacalismo di base e tutti i soggetti interessati ad un progetto del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un progetto che quindi non deve limitarsi ad un mero spirito accademico, ma che vuole svolgere da subito una fortissima valenza politica, almeno nell’ambito genovese, nello sviluppo, articolazione e organizzazione di conflitto sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa, dunque, una delle prime iniziative che gli studenti genovesi mettono in campo, davanti all’attacco che le classi dominanti di tutto il mondo hanno sferrato alla classe lavoratrice, in un’ottica di lotta del nostro oggi universitario per la difesa del nostro domani lavorativo.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Martedì 27 Maggio 2008, ore 17&lt;br /&gt;Via Balbi 4 - Aula M -&lt;br /&gt;FACOLTà DI LETTERE E FILOSOFIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato studentesco&lt;br /&gt;Feedback – Collettivo di scienze Politiche&lt;br /&gt;Movimento studentesco di Genova&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-395485615129400311?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/395485615129400311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=395485615129400311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/395485615129400311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/395485615129400311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/05/assemblea-dibattito-sulla-precariet.html' title=''/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-4853428425318351703</id><published>2008-05-19T23:51:00.000-07:00</published><updated>2008-11-13T13:59:34.971-08:00</updated><title type='text'>Il Comitato Studentesco al Pride Laico</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SDKcO2V1VaI/AAAAAAAAADc/Q1nntYeuQiY/s1600-h/image002.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202392298485536162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SDKcO2V1VaI/AAAAAAAAADc/Q1nntYeuQiY/s320/image002.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Inseriamo qui il volantino che abbiamo distribuito durante il corteo del Pride Laico, tenutosi a Genova sabato scorso.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato studentesco aderisce oggi alla giornata del Pride Laico, convinto che questa manifestazione possa essere una prima e necessaria barriera da opporre alla dilagante pervasività della morale religiosa nella vita quotidiana di migliaia di persone.&lt;br /&gt;Morale che oltre mettere in crisi il potere di ogni persona di gestire come meglio creda il proprio corpo e la propria sessualità; sviluppa nella quotidianità un lavoro politico di sostegno e di strutturazione di un sistema sociale, come quello capitalista, che basandosi esclusivamente nella ricerca anarchica del profitto, riduce quotidianamente l’uomo ad un mero fattore produttivo.&lt;br /&gt;Le parole di fratellanza, umanità e compassione, anche dei membri più “eretici” delle gerarchie religiose in generale, e della Chiesa Cattolica in particolare, si sciolgono come neve al sole di fronte alla violenza sanguinaria che la nostra società, attraverso le sue strutture, riesce a mettere in campo.&lt;br /&gt;Dal Concilio Vaticano II con il suo cattolicesimo sociale, passando da Wojtyla, per arrivare all’intransigenza teologica di Ratzinger, per citare solo gli sviluppi degli ultimi decenni, la Chiesa si è sempre di più dimostrata collusa con lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; essa non è altro che una delle sue giustificazioni ideologiche&lt;br /&gt;Nel contesto della manifestazione di oggi, questa è una premessa necessaria ed obbligata, ma sicuramente non sufficiente. Soprattutto non è sufficiente il solo sventolio della bandiera della laicità dello Stato, poiché è evidente agli occhi di tutto che la liberazione degli spazi statali dall’influenza più retrograda della Chiesa non risolverebbe l’intricato sviluppo di tutte quelle contraddizioni sociali, che riescono proprio ad esplicarsi per la presenza dello Stato (laico o religioso che sia).&lt;br /&gt;E’ qui che la nostra lotta deve assumere un profilo più ampio e profondo, non ghettizzandosi in una critica giullaresca contro la sola figura Ratzinger, ma partendo dall’aspetto più conservatore e reazionario della nostra società, come quello religioso, per espandere il tutto ad una critica ampia e sistemica della società capitalistica e soprattutto alle contraddizioni che fa emergere in Università.&lt;br /&gt;Occorre partire dalla convinzione che, oggi come ieri, viviamo in una società divisa in classi, ed una lotta che riporti nel luogo di lavoro, come nelle facoltà, il conflitto sociale, necessiti innanzi tutto di un’intransigenza, indipendenza ed autonomia dell’organizzazione degli studenti e dei lavoratori, nei riguardi di tutte le strutture ed istanza riconducibili alla classe dominante.&lt;br /&gt;Classe dominante, che attraverso suoi settori, appoggiano gli studenti in piazza solo quando fa più comodo a loro, mentre li abbandona quando la loro critica non si limita più alle sole gerarchie religiose, ma si estende agli interessi che padroni e Stato impongono all’intera popolazione.&lt;br /&gt;Rivendichiamo la nostra autonomia ed indipendenza fin da oggi, non con vuoti proclami di principio, ma con una prassi politica quotidiana, che non ci asservisca a nessun altro interesse se non il nostro.&lt;br /&gt;Il Comitato Studentesco ha scelto questa strada, certo più difficile ed irta rispetto a quella che passa per le stanze dei bottoni, per servilismo accademico, per i salotti radical-chic, ma unica e necessaria per garantire una vera autonomia politica degli studenti.&lt;br /&gt;Con il Comitato Studentesco abbiamo voluto costruire un’organizzazione politico-sindacale degli studenti, che però superi la becera visione corporativistica di un unico corpo studentesco: esiste lo studente ricco, come quello povero, il figlio del lavoratore, come il figlio dell’avvocato.&lt;br /&gt;Noi abbiamo deciso di organizzare e rappresentare gli strati più deboli ed oppressi del corpo studentesco, quegli stessi ragazzi e ragazze che nel giro di qualche anno non potranno che diventare forza lavoro salariata alla mercé del padroncino di turno.&lt;br /&gt;Ed è anche per questo che il nostro agire politico non si vuole limitare alla staccionata della nostra scuola, della nostra facoltà o del nostro ateneo, ma vuole espandersi in una vasta pluralità d’ambiti di contestazione sociale, in primis quello del lavoro e della classe lavoratrice.&lt;br /&gt;Ricostruire un’alleanza politica tra studenti e lavoratori, evidenziare le contraddizioni che caratterizzano la nostra società, denunciare i processi di sfruttamento che si sviluppano tanto nel nostro oggi universitario quanto nel nostro domani lavorativo, sviluppare e organizzare conflitto sociale, questi gli obiettivi cardine su cui il Comitato Studentesco ha deciso di basare la propria attività teorica e pratica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;E TU DA CHE PARTE STAI???&lt;br /&gt;PASSA DALLA TUA PARTE!&lt;br /&gt;ORGANIZZATI NEL COMITATO STUDENTESCO!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-4853428425318351703?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/4853428425318351703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=4853428425318351703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/4853428425318351703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/4853428425318351703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/05/il-comitato-studentesco-al-pride-laico.html' title='Il Comitato Studentesco al Pride Laico'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SDKcO2V1VaI/AAAAAAAAADc/Q1nntYeuQiY/s72-c/image002.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-7059155990523997563</id><published>2008-05-02T03:32:00.000-07:00</published><updated>2008-05-02T03:34:09.827-07:00</updated><title type='text'>Albergo dei Poveri: l’ennesimo fallimento (voluto) di questo modello di rappresentanza studentesca</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Da alcune settimene la situazione all’Albergo dei Poveri sembra essersi risolta; dopo frettolosi lavori per mettere in sicurezza le uscite d’emergenza dell’Albergo, dalle eventuali cadute di calcinacci, le aule del piano terra hanno potuto nuovamente essere riaperte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema come detto, sembra, essere risolto, dato che sono stati gli stessi tecnici interpellati dal Consiglio di Facoltà a sostenere come l’unico intervento che potesse realmente risolvere questo singolo problema sarebbe stato il totale rifacimento del tetto; cosa che ora come ora è totalmente al di fuori delle intenzioni della dirigenza universitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorvolando sul disagio che molti studenti hanno dovuto subire dalla temporanea chiusura delle aule del piano terra (che intanto per giurisprudenza continuavano ad essere completamente sicure e dunque di conseguenza utilizzate); questo avvenimento non è che l’ennesima dimostrazione di come le erronee scelte effettuate dalla dirigenza universitarie siano state subite dalla massa degli studenti, senza che fosse possibile una timida reazione degli stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo fatto è stato sicuramente causato da quella pigrizia e passività che ormai da troppi anni stanno caratterizzando gli studenti universitari; tuttavia, vi è da dire che, una grossa mano è stata data dalla rappresentanza studentesca, che con il suo silenzio sulla questione ha sfavorito sicuramente l’emergere di una qualsiasi forma di protesta, organizzata o meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale vicenda, ci ha particolarmente interessato, dato che oltre a rappresentare un tipico caso di mal funzionamento universitario, è un fenomeno che ha visto l’emergere di questo “disagio logistico” proprio nel mentre in cui stavano arrivando a casa di tutti gli studenti i bollettini della seconda rata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paradosso non poteva che essere sotto gli occhi di tutti: mentre si scopriva che l’Albergo stava cadendo a pezzi (bella scoperta!!) e che quindi non era in sicurezza; dall’altra gli studenti di scienze politiche venivano a conoscenza del fatto che le fasce utilizzate per la determinazione della tassazione erano state ulteriormente diminuite (solo tre) e che nel frattempo si era registrato un aumento in assoluto delle tasse!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioia e tripudio…mentre noi siamo costretti a pagare tasse sempre più alte e (purtroppo) sempre meno differenziate tra chi ha i soldi e chi non ce l’ha, si registra una decisa accelerazione del degrado delle nostre strutture universitarie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i nostri rappresentanti dove erano???!!!!!?????&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica iniziativa che i nostri rappresentanti hanno reputato di prendere è stata una riunione aperta a studenti e docenti, in cui i tecnici, in poche parole, spiegavano la causa della chiusura delle aule con una semplice comunicazione di servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sollevare la questione di perché non fosse stata indetta un’assemblea solo studentesca con il compito di vedere se fosse opportuno organizzare proteste di un qualche tipo, sono state sdegnate subito dalle rappresentanze, sostenendo che quello non era il luogo per affrontare l’argomento (davanti ai professori ed ai tecnici non stava bene…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’ultima vicenda dell’Albergo dei Poveri, insomma, ha ulteriormente evidenziato la necessità per l’intero movimento universitario, ed in particolare per i suoi settori politicamente organizzati, di sollevare la questione della rappresentanza, e della sua reale efficacia nelle sue odierne modalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte nostra questo è un problema che ci preoccupa già da parecchio tempo, e che certo non si può risolvere con una semplice richiesta di aumento del numero dei rappresentanti degli studenti in tutte le istituzioni universitarie in cui la loro presenza è prevista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo noi, una riflessione sulla questione dovrebbe partire da un’ottica che non prenda in considerazione solo il numero dei nostri rappresentanti, ma che consideri la stessa natura e la funzione che la rappresentanza studentesca dovrebbe avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a che la rappresentanza, almeno a Genova, sarà in mano alle principali forze politiche nazionali (ex-Ds, Comunione e Liberazione), che in modo aperto ed indiscriminato appoggiano in tutto e per tutto le scelte erronee della dirigenza universitaria, sarà realmente difficile tentare di dare soluzione al problema puntando solo sulla “leva numerica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ necessario arrivare ad un ripensamento della rappresentanza, che deve essere interpretata come vera e reale espressione politica del movimento universitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo da implica da subito una rottura con la visione corporativistica di un unico corpo studentesco; all’interno delle università esiste lo studente ricco, come quello povero, come lo studente lavoratore; e occorre scegliere chi si vuole rappresentare e quali istanze portare avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò é possibile, solo nel momento in cui i rappresentanti sono effettiva espressioni di movimenti studenteschi organizzati, e non espressione (spesso personalistica) di grandi forze politiche estranee alla realtà universitaria ed in generale studentesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’autonomia politica degli studenti dagli interessi dei poteri forti e del capitale, è possibile solo tramite la strutturazione di un’organizzazione autonoma studentesca, che poi potrà inviare alcuni suoi rappresentanti nei vari consigli di Facoltà e nei vari Senati Accademici, ma non per partecipare in maniera “concertativa” alla costruzione della “loro” università, bensì per rendere ancora più evidente la nostra lotta e denuncia, anche in quegli ambiti istituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-7059155990523997563?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/7059155990523997563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=7059155990523997563' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/7059155990523997563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/7059155990523997563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/05/albergo-dei-poveri-lennesimo-fallimento.html' title='Albergo dei Poveri: l’ennesimo fallimento (voluto) di questo modello di rappresentanza studentesca'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-8106899959172402802</id><published>2008-04-22T02:40:00.000-07:00</published><updated>2008-04-22T03:05:47.798-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;In questi giorni ci é stato inviato un intervento di un compagno di Spezia, che analizza il risultato elettorale della scorsa settimana.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;Intervento interessante, che abbiamo reputato utile pubblicare anche sul nostro blog.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;Naturalmente ci auspichiamo che questo sia l'inizio di una proficua discussione sul tema.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;Comitato Studentesco&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spariti in un baleno&lt;br /&gt;“Per la prima volta dal dopoguerra non ci sono più comunisti e socialisti in parlamento! Ma come faranno i lavoratori adesso che nessuno li rappresenta più?” Questa patetica buffonata è l’ennesima mistificazione uscita dalla bocca dei dirigenti della “sinistra radicale”. Fa il doppio con quella del risarcimento sociale, imminente, che il governo Prodi avrebbe predisposto, ma che non ha potuto elargire per responsabilità di Dini, Mastella ecc.&lt;br /&gt;In parlamento non siederanno più, tra gli altri, quei determinati bolscevichi del tipo di Pecoraro Scanio, Giordano, Boselli ecc.&lt;br /&gt;In realtà se nessuno rappresenta oggi i lavoratori in parlamento, nessuno li rappresentava neppure nel parlamento uscente: quasi centocinquanta parlamentari di Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi ecc. hanno votato e rafforzato le politiche padronali liberiste, sono stati fedeli scudieri degli interessi dei banchieri (si pensi al TFR dei lavoratori regalato alla speculazione di borsa), hanno canalizzato la protesta verso la resa (vedi la “grandiosa” marcia del 20 ottobre contro il protocollo sul welfare ed il successivo voto a favore del provvedimento) e regalato un fiume di miliardi alle imprese. Hanno riconfermato le leggi sulla precarietà (che peraltro avevano già contribuito a varare), votato per finanziare l’acquisto di armi per le FF.AA., (il più alto stanziamento per la Difesa della storia repubblicana), hanno pagato missioni militari all’estero (e vere e proprie guerre d’aggressione, come la guerra “umanitaria” contro Belgrado). Hanno regalato la rappresentanza garantita ai sindacati di regime. Hanno avvallato la prosecuzione del patto militare segreto con Israele. Hanno accettato la NATO. Sono stati (al di là della propaganda ufficiale di Veltroni) i più fedeli sostenitori di Prodi, al punto di cacciare anche chi timidamente si opponeva a qualche sconcezza.&lt;br /&gt;I maggiordomi fedeli della borghesia non servono più, oggi la borghesia si rappresenta da sola nelle sue istituzioni. La bancarotta bertinottiana è totale, è arrivata al capolinea del travaso di voti verso la destra populista e xenofoba della Lega. (Questo la dice lunga sulla capacità di convincimento ideologico dei fautori dell’”altro mondo possibile”).&lt;br /&gt;Il re è nudo.&lt;br /&gt;Per l’ennesima volta si evidenzia quanto sia illusoria l’idea che sia possibile, tramite la collaborazione di classe, rappresentare gli interessi dei lavoratori, strappare conquiste o, quantomeno, “ridurre il danno” delle politiche padronali. Per anni ed anni i gruppi dirigenti di Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi ecc. hanno fatto credere che la politica “responsabile” della sinistra fosse questa. E non si è trattato solo di una scelta politica “dissennata”, alla base di questo agire politico sta la scelta opportunista di garantirsi la prebenda personale, di tenere il fondoschiena sul calorifero protettivo delle istituzioni. Perché alla base di questo modello politico, di co-gestione del potere, sta l’accettazione del modello statuale -l’idea della neutralità delle istituzioni, cardine della mitologia resistenziale- e dei suoi organi di rappresentanza, le uniche tribune dove valesse davvero (per Bertinotti &amp;amp; soci) spendere il proprio genio.&lt;br /&gt;I dirigenti a palazzo e la base a mescolare il minestrone e a friggere le cotolette, perché altro non ci si aspetta (anzi, così si vuole) dal militante di base. Non credo peraltro ad una base “sana” contrapposta ad una direzione “corrotta”; la collaborazione opportunista per Rifondazione ecc. è sorta prima in periferia (da subito collusi con le amministrazioni locali diessine e le loro porcherie liberiste, privatizzazioni, esternalizzazioni e creazione di precariato) sin dalla nascita di questo partito e senza soluzione di continuità. Per anni chi si opponeva a questo, in buona fede, dall’interno del partito, è stato deriso, emarginato, epurato. E non poteva essere altrimenti, disturbava i manovratori.&lt;br /&gt;All’interno di Rifondazione (ma anche degli altri partiti più piccoli della coalizione arcobaleno), esistono vere proprie lobbies, cordate di potere spesso in lotta fra di loro per assicurarsi il posto nell’azienda municipalizzata, nel consiglio di amministrazione, l’assessorato o lo scranno di parlamentare. Questo è speculare e corrispondente a quanto avviene in tutti gli altri partiti borghesi.&lt;br /&gt;Se una base elettorale, “educata” all’unità strategica con la borghesia, disillusa sulla possibilità di ricevere qualche briciola, ingannata quotidianamente per anni, ha voltato le spalle a questo carrozzone di falsari, preferendo votare direttamente per i partiti della borghesia, come ci si può rammaricare? Hanno affermato per anni che in primis occorreva battere Berlusconi, nel frattempo hanno dispensato legnate (non raccontino che è solo colpa di Prodi) a quella classe sociale che millantavano di rappresentare. Hanno dimostrato di essere un ente inutile, anzi dannoso, e così sono stati percepiti dagli elettori.&lt;br /&gt;E’ prevedibile che un’ondata di roditori abbandoni la carcassa del galeone naufragato per altri lidi più remunerativi, e che altri riprovino a ripercorrere le stesse strade, con un puntiglio patetico (Bertinotti che punta ancora a costruire l’Arcobaleno, Diliberto che vuol tornare alla falce e martello, come se camuffare l’opportunismo lo rendesse ancora presentabile,) ma questo è per me del tutto irrilevante. E’ un passo avanti che il carrozzone dei falsari non sia più lì a mistificare una rappresentanza che non gli compete. Certo, oggi pensare di costruire una sinistra di classe opposta agli interessi della borghesia non è uno scherzo, ma era una priorità anche prima, e comunque senza questi illusionisti tra le scatole c’è qualche possibilità in più.&lt;br /&gt;L’aggressione padronale continuerà con vigore, ed i lavoratori sono oggi politicamente inermi, come lo erano ieri, ma il fatto che si sia azzerato tutto potrebbe rimettere in movimento quelle spinte sane all’aggregazione di lavoratori sulla base di programmi di classe che per troppi anni non hanno funzionato. Naturalmente starà ai compagni di rimboccarsi le maniche perché questo possa avvenire.&lt;br /&gt;Umberto Cotogni&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-8106899959172402802?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/8106899959172402802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=8106899959172402802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8106899959172402802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8106899959172402802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/04/in-questi-giorni-ci-stato-inviato-un.html' title=''/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-2570512851059416182</id><published>2008-04-08T04:34:00.000-07:00</published><updated>2008-11-13T13:59:35.185-08:00</updated><title type='text'>REPRESSIONE ARMATA IN TIBET E  SILENZIO SULLA CONDIZIONE  DEI LAVORATORI CINESI</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186841041512012066" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R_tccjm9mSI/AAAAAAAAADU/hCLXVZsycRM/s320/CINA_-_Lavoratori.gif" border="0" /&gt; &lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In queste ultime settimane si sono levati cori di sdegno verso la repressione delle proteste tibetane da parte delle forze di polizia della Repubblica Popolare Cinese.&lt;br /&gt;Tutti i maestranti della politica di qualsiasi colore, davanti alle violenze sui manifestanti (e mai prima, lontano dai riflettori) hanno espresso parole di condanna nei confronti della Cina e sostegno alla causa di indipendenza del Tibet.&lt;br /&gt;Si sono sentiti tutti in dovere, in Italia come in Europa e negli Usa, di protestare, giudicare e condannare, ma le proteste, i giudizi e le condanne si sono dimostrate spesso opportunistiche e sempre superficiali.&lt;br /&gt;Premesso che il diritto di autodeterminazione dei popoli pare valere a corrente alternate., a secondo dei rapporti d’interesse geopolitici (il Medioriente insegna), tutte le denunce nei confronti della Cina si soffermano sempre nel particolare della questione tibetana e celano la triste realtà del sistema capitalista cinese.&lt;br /&gt;Negli ultimi decenni, i capitalisti europei ed americani hanno fatto enormi fortune investendo massicciamente in Cina, paese che è diventato un paradiso per i profitti capitalistici e un inferno di supersfruttamento per il proletariato.&lt;br /&gt;Secondo i dati della Banca Mondiale, tra il 1990 e il 2001, il rapporto tra il 20% della popolazione più ricca e il 20% più povero è salito dal 6,5 al 10,6.&lt;br /&gt;Quella cinese è la società più diseguale di tutta l’Asia, nella quale più di 170 milioni di cinesi vivono con meno di un dollaro al giorno.&lt;br /&gt;Il processo di proletarizzazione dei contadini poveri procede inesorabilmente con migliaia di persone che sono costrette ad abbandonare le proprie case per essere inseriti nel sistema di produzione capitalista.&lt;br /&gt;Le condizioni della classe operaia sono simili a quelle dei lavoratori nell’Inghilterra ottocentesca: l’80% di tutte le morti per lavoro tra i minatori, a livello mondiale, avvengono in Cina, fatto che dimostra come il paese si stia trasformando nel terreno di un capitalismo che estrae plus-valore dalle masse produttive.&lt;br /&gt;Le responsabilità di questa disastrosa situazione sono da attribuire al Partito Comunista Cinese e agli organi ad esso asserviti, i quali non si sono limitati ad essere semplici delegati del capitalismo, trasformando essi stessi in un settore importante della nuova classe dei proprietari.&lt;br /&gt;Dal particolare della situazione tibetana, quindi, occorerebbe passare ad una denuncia degli aspetti generali che caratterizzano la situazione cinese, interpretandola come l’ennesima espressione della barbarie del capitalismo internazionale.&lt;br /&gt;Allo sdegno per la repressione in Tibet dovrebbe allora associarsi anche lo sdegno per un sistema capitalista che ammorba la maggioranza della popolazione operaia e contadina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna contrapposizione è però utile tra un capitalismo occidentale “buono” e un capitalismo cinese selvaggio e repressivo; utile è invece una solidarietà reale tra le classi lavoratrici di tutto il mondo contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-2570512851059416182?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/2570512851059416182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=2570512851059416182' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2570512851059416182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2570512851059416182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/04/repressione-armata-in-tibet-e-silenzio.html' title='REPRESSIONE ARMATA IN TIBET E  SILENZIO SULLA CONDIZIONE  DEI LAVORATORI CINESI'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R_tccjm9mSI/AAAAAAAAADU/hCLXVZsycRM/s72-c/CINA_-_Lavoratori.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-2527293791035150315</id><published>2008-04-07T01:10:00.000-07:00</published><updated>2008-11-13T13:59:35.676-08:00</updated><title type='text'>UNA GIORNATA DELLA MEMORIA SMEMORATA?</title><content type='html'>Ripensando la «giornata della memoria», indetta per ricordare la barbarie dei campi di concentramento di sterminio, non possiamo non rilevare come siano stati sottaciuti i Gulag di marca stalinista. Forse perché nei Gulag non si moriva per la razza «non ariana» ma perché era sufficiente essere un lavoratore «utile» alla costruzione di canali, miniere, acciaierie e quant’altro. In comune avevano invece la repressione, l’identica sorte destinata ai ribelli ed ai «comunisti di sinistra» difensori, in Germania come in URSS, dei lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186415148259973346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R_nZGTm9mOI/AAAAAAAAAC0/nAQT9nf5xeA/s400/image001.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;L’ingresso di Auschwitz recante la ben nota scritta «il lavoro rende liberi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;E’ bene ricordare che, quando la Germania occupava vittoriosa mezza Europa, la borghesia italiana stava ben attaccata al carro del vincitore e non mirava ad altro che a spartirsi, per quanto poteva, il bottino di guerra col vincitore. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186416277836372226" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R_naIDm9mQI/AAAAAAAAADE/-QekTS_sh1Y/s400/image004.jpg" border="0" /&gt;L’ingresso del campo base di Vorkuta recante la scritta:&lt;br /&gt;«In URSS il lavoro è una questione d’onore e di gloria»&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Così com’è bene ricordare il «profondo cordoglio» con cui il Parlamento italiano accolse la notizia della morte di Stalin, così come è bene ricordare gli affari italiani, da Togliattigrad ai gasdotti siberiani, felicemente conclusi con l’URSS. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Servi sciocchi dei criminali in vita,&lt;br /&gt;ipocriti commemoratori delle loro vittime quando deceduti.&lt;br /&gt;E questi sarebbero «rappresentanti del popolo»?&lt;br /&gt;Tra breve chiederanno il voto anche a te:&lt;br /&gt;Non delegare la tua rappresentanza a questi «signori della politica»!&lt;br /&gt;Difendi i tuoi interessi in prima persona partecipando al Comitato Studentesco!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-2527293791035150315?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/2527293791035150315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=2527293791035150315' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2527293791035150315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/2527293791035150315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/04/una-giornata-della-memoria.html' title='UNA GIORNATA DELLA MEMORIA SMEMORATA?'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R_nZGTm9mOI/AAAAAAAAAC0/nAQT9nf5xeA/s72-c/image001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-8518120717422851634</id><published>2008-03-25T09:01:00.000-07:00</published><updated>2008-03-25T09:03:22.233-07:00</updated><title type='text'>UNIVERSITA’ E FORZA-LAVORO:ORGANIZZIAMOCI OGGI PER DIFENDERCI DOMANI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E di nuovo furono elezioni…&lt;br /&gt;Ebbene sì, a poco più di un anno e mezzo dalla vittoria del fu centro-sinistra, si ritorna alle urne, in un contesto politico apparentemente sparigliato, ma dove gli interessi in gioco, con rapporti di forza differenti, sono sempre gli stessi.&lt;br /&gt;Ancora una volta le forze politiche ritornano a rivolgersi a quello che loro stessi definiscono il “popolo sovrano”, per potersi garantire per altri cinque anni, se riescono, carta bianca sulle nostre vite.&lt;br /&gt;L’inizio di questa campagna elettorale è stata caratterizzata dall’unanime sforzo di tutte le rappresentanze a convincere come l’unico modo perché l’Italia possa uscire dalla crisi, sia quella di superare quella falsa e invecchiata convinzione che l’interesse del lavoratore sia differente da quella del padrone.&lt;br /&gt;Ecco, dunque, l’innovazione, tanto sbandierata da destra come da sinistra, un po’ di sano e vecchio interclassismo!&lt;br /&gt;Insomma, per l’ennesima volta, al di là della retorica democratica, del suffragio universale e degli appelli al popolo sovrano, verranno nuovamente a bussare alla nostra porta, per chiedere un mandato di rappresentanza che, nella reale pratica dei rapporti sociali, si esplicherà solo come rappresentanza dei differenti settori della classe dominante, vero centro decisionale della politica nazionale ed internazionale.&lt;br /&gt;Questa ideologia interclassista, che raggiunge il suo apice in campagna elettorale, è, però, costantemente e quotidianamente presente nei vari ambiti delle nostre vite, e dunque, in primis, all’interno dell’Università.&lt;br /&gt;Un’Università che non si stanca di ripetere come gli interessi di classe siano superati, ma che poi nella pratica li fa emergere, formando una forza-lavoro dequalificata e precaria!&lt;br /&gt;Ecco che scendendo dall’astratto cielo dell’ideologia a quello della vita quotidiana, questi differenti interessi tra padrone e lavoratore emergono in pieno.&lt;br /&gt;Noi studenti, dunque, dobbiamo essere ben coscienti di come, in un sistema di mercato, altro non siamo che futura forza – lavoro da immettere nel sistema produttivo; ed è in base a questa coscienza che nasce la necessità d’organizzarsi per l’immediata tutela di nostri basilari diritti, sia come studenti (costretti a dividerci tra lavori part-time e lezioni, costretti a tirocini umilianti e non pagati,ecc..) ma soprattutto, come futuri lavoratori.&lt;br /&gt;La nostra principale rivendicazione, dunque, in un’ottica d’organizzazione sindacale studentesca, deve appunto essere quella di pretendere una formazione universitaria, che ci garantisca un’entrata nel mercato del lavoro come forza-lavoro qualificata!&lt;br /&gt;Solo questo può costituire un reale strumento di lotta contro la de-professionalizzazione, la precarietà e l’arroganza padronale, solo inserendoci sul mercato in questa relativa posizione di forza potremmo contrastare il padrone che revoca i diritti, il padrone che non assume forza – lavoro sindacalizzata, il padrone che impone lo straordinario come norma o quello che lucra sulle fondamentali norme di sicurezza per guadagnarne in produttività ( vedi Tissenkrupp, Porto di Genova, ecc..).&lt;br /&gt;Siamo ben consci che in un sistema capitalistico di mercato, come forza-lavoro non potremmo mai avere una posizione di predominanza rispetto al padronato, ed proprio per questo emerge la necessità, per la nostra tutela, di tale tipo di rivendicazione; rivendicazione, che potrà avere un qualche effetto nella reale difesa dei nostri basilari diritti, solo attraverso l’organizzazione, unico strumento a nostra disposizione, soprattutto in questo momento di riflusso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-8518120717422851634?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/8518120717422851634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=8518120717422851634' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8518120717422851634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/8518120717422851634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/03/universita-e-forza-lavoroorganizziamoci.html' title='UNIVERSITA’ E FORZA-LAVORO:ORGANIZZIAMOCI OGGI PER DIFENDERCI DOMANI'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-1989002723156289496</id><published>2008-03-25T08:54:00.000-07:00</published><updated>2008-03-30T09:29:36.263-07:00</updated><title type='text'>PROGRAMMA GENERALE D'ATTIVITA' DEL COMITATO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Livello politico generale&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Lotta alla precarietà&lt;/em&gt;: sia con prese di posizioni politiche sui vari interventi legislativi in materia, sia con attività di supporto a lotte di gruppi di lavoratori precari (dentro e fuori l’Università).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Presa di posizioni politiche&lt;/em&gt; su differenti questioni: attività d’elaborazione e diffusione di documenti, volantini, opuscoli inerenti a temi d’attualità politica&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Organizzazione seminari/proiezione film&lt;/em&gt;: organizzazione di dibattiti e seminari e proiezione di film, avvalendosi anche della collaborazione di docenti, ricercatori, lavoratori, per un’attività di sensibilizzazione degli studenti su svariate tematiche (lavoro, immigrazione, ecc…)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Presa di contatto con gruppi di lavoratori sia all’interno dell’Università, sia all’esterno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Livello rivendicativo – sindacale:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Rivendicazione sul sistema delle tasse universitarie&lt;/em&gt;: studio sul sistema delle tasse universitarie, al fine dell’elaborazione di alcune rivendicazioni materiali a proposito, che possano contribuire, da una parte ad una diminuzione, in valore assoluto, delle tasse stesse, dall’altro, ad un riequilibrio tra tasse pagate e servizi erogati dall’università.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Questione dei libri&lt;/em&gt;: necessità di sollevare al più presto la questione dei libri; dal fatto che viene sempre più imposto l’acquisto di edizioni nuove (nella maggioranza dei casi praticamente identiche alle vecchie), al fatto che spesso non si trovano le edizioni richieste per i corsi nelle biblioteche, ecc…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Richiesta di un luogo, all’interno delle facoltà, per le rappresentanze e le organizzazioni politiche studentesche&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Questione dell’Albergo dei poveri&lt;/em&gt;: nell’immediato una presa di posizione sulla chiusura delle aule del primo piano (avvenuta con la complicità delle rappresentanze studentesche del consiglio di facoltà), e nel lungo periodo, una campagna di denuncia dello stato generale in cui versa l’albergo e delle inefficienze derivanti che ricadono sempre e comunque sopra gli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-1989002723156289496?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/1989002723156289496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=1989002723156289496' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1989002723156289496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1989002723156289496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/03/programma-generale-dattivita-del.html' title='PROGRAMMA GENERALE D&apos;ATTIVITA&apos; DEL COMITATO'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-1345179374296874806</id><published>2008-03-25T08:49:00.000-07:00</published><updated>2008-11-13T13:59:35.883-08:00</updated><title type='text'>UNIVERSITA’ REALE ED UNIVERSITA’ VIRTUALE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R-kfVzm9mAI/AAAAAAAAAAw/rfm_VM0mLtw/s1600-h/Mussi.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181707305757808642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 239px; CURSOR: hand; HEIGHT: 273px" height="268" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R-kfVzm9mAI/AAAAAAAAAAw/rfm_VM0mLtw/s320/Mussi.bmp" width="239" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’egregio Ministro Mussi, alcune settimane fa, in relazione alla contestazione al Papa alla Sapienza, dichiarava come tali fatti costituissero un non – sense d’intolleranza, dato che l’Università da sempre rappresentava il luogo d’incontro di diverse culture e pensieri.&lt;br /&gt;Nel tentativo di rafforzare tale tesi, il Ministro si lanciava in una descrizione appassionata dell’Università tratteggiata come frizzante arena di produzione dei saperi, punto d’incontro e accrescimento tra differenti sensibilità culturali, ecc…&lt;br /&gt;Tutta l’attenzione mediatica e non, si è obbligatoriamente concentrata sullo scontro tra papisti e laicisti, sulla soppressione della libertà d’espressione pontificia, non cogliendo in pieno l’occasione che, però, in quel momento si offriva al movimento universitario.&lt;br /&gt;Al di là della diatriba sull’interferenza ecclesiastica, su cui noi ci siamo soffermati con il precedente volantino, quello che salta agli occhi è come l’intera politica organizzata, nel tentativo di difendere l’onore pontificio dall’orda ateista, si sia lanciata in una santificazione di un’Università che nella realtà dei fatti non esiste.&lt;br /&gt;Tuttavia noi studenti, che viviamo quotidianamente la realtà universitaria, ben sappiamo come la situazione dentro gli atenei sia mille miglia distante dalle ipocriti fantasticherie delle classi dominanti.&lt;br /&gt;Ben conosciamo, infatti, il pensiero unico che domina le aule universitarie, che ci obbliga a ripetere come un pappagallo solo quello che esce dalla bocca del professore di turno, che non ammette una diversa interpretazione dei fatti.&lt;br /&gt;Siamo ormai assuefatti dall’università schiava del capitale, quella stessa università che ci dice che le classi non esistono più, per la quale la questione del lavoro è ormai materia da archeologia industriale.&lt;br /&gt;Un’università che si piega a qualsivoglia esigenza delle aziende in cerca di manodopera, con la promessa di lavoro sicuro e qualificato, che sempre si trasforma in lavoro precario (che loro chiamano flessibile) e mal pagato.&lt;br /&gt;Una cultura di parte, che in più si riduce ad essere misurata in crediti, in pagine lette, in formule imparate a memoria, in un vero e proprio buco nero della conoscenza.&lt;br /&gt;Un’università talmente collusa con gli interessi del capitale, da costringere migliaia di studenti a inutili tirocini e stage, che altro non sono sfruttamento di forza – lavoro giovane e non pagata.&lt;br /&gt;Insomma, dov’è finita tutta la loro democraticità, la loro capacità di comprendere l’altro, la loro fine tolleranza intellettuale?&lt;br /&gt;La risposta appare abbastanza ovvia, quello che invece appare una difficile sfida è fare qualcosa per porre un freno a questa situazione, per fare in modo che alcuni nostri diritti siano innegoziabili, per far si che anche il movimento universitario abbia il diritto di parola a proposito.&lt;br /&gt;E’ veramente l’ora che gli studenti si sveglino!!!&lt;br /&gt;Organizziamoci perché il movimento universitario diventi reale propulsore di una radicale dinamica di contestazione sociale, cha parta dall’Università e si diffonda in tutti gli ambiti del sociale.&lt;br /&gt;Per fare questo è necessaria un’intensa campagna di denuncia della realtà universitaria!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difendi i tuoi diritti, organizzandoti nel comitato studentesco!&lt;br /&gt;Per una cultura indipendente dal capitale e dai suoi interessi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-1345179374296874806?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/1345179374296874806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=1345179374296874806' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1345179374296874806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/1345179374296874806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/03/universita-reale-ed-universita-virtuale.html' title='UNIVERSITA’ REALE ED UNIVERSITA’ VIRTUALE'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R-kfVzm9mAI/AAAAAAAAAAw/rfm_VM0mLtw/s72-c/Mussi.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-4189280001048181214</id><published>2008-03-25T08:13:00.000-07:00</published><updated>2008-03-25T09:13:31.614-07:00</updated><title type='text'>IL MOVIMENTO UNIVERSITARIO CONTRO L'ONNIPOTENZA PONTIFICIA: PROSPETTIVE DI UNA LOTTA APERTA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’università de La Sapienza di Roma, in questi ultimi giorni, si è fatta arena di un violento scontro tra laicisti e papisti.&lt;br /&gt;Oggetto della discussione, è stato l’opportunità dell’intervento del Papa nella cerimonia d’apertura dell’anno accademico, attraverso una sua lectio magistralis.&lt;br /&gt;Dopo vari batti e ribatti, la lettera firmata da vari docenti contro la presenza del Papa, l’occupazione simbolica del rettorato da parte degli studenti; il Papa in persona, con maestosa regalità, ha deciso di non partecipare alla cerimonia.&lt;br /&gt;La politica naturalmente, ha urlato subito allo scandalo, cercando di guadagnarsi la più lauta porzione di benevolenza papale, consci della fetta di voti messa in gioco in questa, come in altre occasioni (sinistra radicale inclusa).&lt;br /&gt;Ai quattro venti sono state urlate condanne del “fattaccio”, interpretato come una violenta soppressione della libertà di pensiero, come un calpestare quella massa silente universitaria che non aspettava altro che l’indicazione della retta via da parte dell’autorità pontificia.&lt;br /&gt;Non c’è che dire che l’arguta mossa politica di Benedetto XVI di non partecipare all’evento, ha reso possibile l’impossibile: ossia ha fatto si che fosse la Chiesa, e il sommo pontefice in primis, la vittima del vile attentato laicista.&lt;br /&gt;Il paradosso è enorme e non può sfuggire a nessuno: la perfetta macchina da guerra pontificia ridotta ad essere l’agnello sacrificale dell’orda ateista!&lt;br /&gt;Insomma, la giusta indignazione degli studenti all’ennesima invasione di campo delle gerarchie ecclesiastiche è stata trasformata, mediaticamente, in una barbarica soppressione della libertà d’espressione, di un’organizzazione che certo non può lamentarsi della poca visibilità (considerando anche i vari giornali e le varie radio direttamente di sua proprietà).&lt;br /&gt;Tanto più che, comunque, l’assenza del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico, è stata comunque rimpiazzata dalla lettura del suo discorso. Dov’è, quindi, questa tanto millantata soppressione della libertà di pensiero?!&lt;br /&gt;Comunque, quello che è importante è che, dopo mesi di fitta e pesante propaganda clericale, la protesta de La Sapienza non può che rappresentare una boccata d’ossigeno; infatti dopo tutta una lunghissima serie d’inchini e riverenze, anche l’Università, è riuscita a rialzare la testa e opporre un netto no al dilagare del conformismo cattolico in sfere, come lo è l’Università, completamente aliene al suo spirito.&lt;br /&gt;Leggiamo quindi in maniera positiva i recenti fatti di Roma, dato che essi, oltre alla loro funzione più immediata, potrebbero avere la forza di riaprire una prospettiva di lotta per tutto il movimento universitario, che non si limiti al solo campo religioso, ma che si estenda ad un’ampia campagna contestativa riguardante l’intero mondo universitario.&lt;br /&gt;Il punto di partenza di tutto ciò potrebbe essere la lotta contro l’immagine, che in questi giorni, è stata diffusa dall’intero mondo politico; un’università tratteggiata come un luogo d’incontro e di dialogo tra differenti pensieri e culture, un’effervescente arena di produzione di saperi, insomma un’immagine tanto aulica quanto virtuale, falsa.&lt;br /&gt;Il nostro emerito ministro Mussi, che in questi giorni non si è certo risparmiato nel tratteggiare in questi termini il mondo universitario, sappia che queste fantasie le può rifilare nelle sue convention di partito, ma non a noi studenti, che invece conosciamo l’università del pensiero unico, l’università della dipendenza culturale al liberalismo, l’università della sudditanza al capitale, l’università che misura i nostri saperi in base ai crediti formativi e alle pagine lette, l’università che fa della precarietà la sua base morale e materiale di oppressione.&lt;br /&gt;La denuncia di tutto ciò, deve rappresentare per il movimento universitario il primo passo di una lunga lotta verso una cultura indipendente dal capitale e dai suoi poteri forti.&lt;br /&gt;Lo strumento che permette la trasformazione della mera lotta contro l’interferenza clericale, in una critica generale dello stato di cose presenti, tanto in Università quanto al di fuori di essa, non può che essere l’allargamento della prospettiva della contestazione romana.&lt;br /&gt;Se si vuole realmente che il movimento universitario diventi uno dei reali propulsori del conflitto sociale, la lotta alla religione in Università può e deve essere uno strumento, ma sorge la necessità d’affrontarlo in una certa maniera.&lt;br /&gt;La lotta per uno stato laico é evidentemente una denuncia limitata, dato che limitato è l’obiettivo che essa stessa persegue.&lt;br /&gt;Occorre raggiungere la consapevolezza che l’emancipazione politica dalla religione non è un’emancipazione compiuta, che le contraddizioni relative alla questione religiosa sono solo contraddizioni parziali, dato che anche in una situazione di netta distinzione tra sfera statale e sfera religiosa, i meccanismi statali di sfruttamento di una classe su un’altra restano ugualmente.&lt;br /&gt;L’obiettivo della laicità dello Stato non può dunque che essere un obiettivo parziale, un obiettivo ormai superato; in quanto il limite dello Stato non è quello di essere uno Stato “religioso”, bensì quello di essere uno Stato.&lt;br /&gt;Solo avendo una consapevolezza di questo tipo si potranno sviluppare denunce alle gerarchie ecclesiastiche consone al ruolo che il movimento studentesco dovrebbe avere; cioè di denuncia sociale dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo in tutte le forme in cui essa appaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORGANIZZIAMOCI PERCHE QUESTO DIVENTI POSSIBILE!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il fondamento della critica irreligiosa è: l’uomo fa la religione e non la religione l’uomo. L’uomo è il mondo dell’uomo, lo Stato, la società. Questo Stato, questa società producono la religione, una coscienza capovolta del mondo, poiché essi sono un mondo capovolto. La lotta contro la religione è dunque mediatamente la lotta contro quel mondo del quale la religione è l’aroma spirituale”&lt;br /&gt;Karl Marx&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-4189280001048181214?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/4189280001048181214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=4189280001048181214' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/4189280001048181214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/4189280001048181214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/03/il-movimento-universitario-contro.html' title='IL MOVIMENTO UNIVERSITARIO CONTRO L&apos;ONNIPOTENZA PONTIFICIA: PROSPETTIVE DI UNA LOTTA APERTA'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-223346639982759968.post-892885504360702543</id><published>2008-03-23T14:59:00.000-07:00</published><updated>2008-11-13T13:59:36.418-08:00</updated><title type='text'>GLI STUDENTI FRANCESI SI RIBELLANO! E NOI?!</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182754680777578626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 307px" height="296" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R-zX7Dm9mII/AAAAAAAAABw/NFG8nVl5Ad4/s320/IMAGE_T5_60353.jpg" width="227" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle ultime settimane la Francia è in gran fermento.&lt;br /&gt;Assemblee generali che hanno riunito decine di migliaia di studenti, più di 25 università in sciopero, di cui più di 15 hanno votato in modo massivo l’occupazione ed il blocco completo dei corsi.&lt;br /&gt;Al centro della protesta vi è la legge del governo Sarkozy: libertà e responsabilità dell’università (LRU).&lt;br /&gt;Tale legge si basa sul concetto che un ravvicinamento dell’università alle imprese permetterebbe agli studenti di essere più adatti ai bisogni delle stesse imprese e, in questo modo, trovare più facilmente lavoro.&lt;br /&gt;Quello a cui, in verità, la LRU protende è la privatizzazione dell’Università, introducendo in maniera consistente la possibilità del sovvenzionamento da parte d’imprese private, che naturalmente si dovrà sviluppare secondo la logica del mercato e della remunerabilità.&lt;br /&gt;Le Università potranno essere gestite come imprese da dei presidi onnipotenti e da dei consigli d’amministrazione svincolati da ogni controllo.&lt;br /&gt;Inoltre in questo modo le Università saranno messe in concorrenza tra di loro e la conseguenza sarà una diminuzione del finanziamento delle facoltà considerate meno redditizie (vedi facoltà umanistiche), un degrado delle condizioni di studio ed un aumento della selezione tra gli studenti.&lt;br /&gt;La LRU è una delle misure che s’iscrivono nella logica globale di distruzione dell’educazione, dei servizi pubblici, dell’insieme dei diritti sociali; a favore del predominio padronale.&lt;br /&gt;In tale logica s’inserisce anche la situazione accademica italiana caratterizzata da scarse risorse, corruzione e scarsa formazione.&lt;br /&gt;La svalutazione della cultura attraverso la logica dei crediti, corsi post – laurea costosi ed in mano al grande e piccolo capitale ( Pubblitalia, Eni, Confcommercio, ecc..), fanno dell’università italiana un contesto non dissimile da quello francese.&lt;br /&gt;Vi è, però, una differenza, in quanto al protagonismo degli studenti francesi, noi rispondiamo con passività, chiusi nel nostro particolare.&lt;br /&gt;VOGLIAMO ANCORA STARE A GUARDARE??&lt;br /&gt;SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI FRANCESI!&lt;br /&gt;SOSTENIAMO ANCHE NOI LA LORO LOTTA, ORGANIZZANDOCI PER LA TUTELA DEI NOSTRI INTERESSI!&lt;br /&gt;PER UNA CULTURA INDIPENDENTE DAL DISPOTISMO DEL CAPITALE E DEL SUO STATO!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/223346639982759968-892885504360702543?l=comstudentesco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comstudentesco.blogspot.com/feeds/892885504360702543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=223346639982759968&amp;postID=892885504360702543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/892885504360702543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/223346639982759968/posts/default/892885504360702543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comstudentesco.blogspot.com/2008/03/gli-studenti-francesi-si-ribellano-e.html' title='GLI STUDENTI FRANCESI SI RIBELLANO! E NOI?!'/><author><name>comitato studentesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15689784569376977502</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/SKqdZnlEeoI/AAAAAAAAAEI/T6Qxp5Pq2hc/S220/Pugno+chiuso.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uolUPQGX50I/R-zX7Dm9mII/AAAAAAAAABw/NFG8nVl5Ad4/s72-c/IMAGE_T5_60353.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
